Quanto sale assumi al giorno? L’ultimo studio britannico avverte: “Rischio morte prematura dietro l’angolo”

Troppo sale fa male, gli ultimi studi pubblicati spiegano che le probabilità di morte sono nettamente maggiori nei soggetti che abbondano con questo insaporitore durante i pasti.

Mangiare troppo sale riduce aspettative di vita studio inglese
Salare le patate (Foto di Praewphan AdobeStock)

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Troppo sale aumentare il rischio di morte prematura sia negli uomini sia nelle donne, perché aumenterebbe il rischio di sviluppare malattie importanti a carico del sistema neurologico, ictus e infarti anche nei soggetti in giovane età.

La questione del sale è alla ribalta negli ultimi anni soprattutto nei Paesi anglosassoni dove si abbonda con questo insaporitore senza controllo, tanto che recentemente proprio in Gran Bretagna la British Heart Foundation (BHF) ha esortato il Governo a tassare le aziende con alti livelli di sale negli alimenti.

Nel rapporto fatto circolare si legge infatti:

Ridurre l’assunzione media giornaliera di sale entro le linee guida internazionali potrebbe comportare 135mila nuovi casi in meno di malattia coronarica nel Regno Unito entro il 2035, secondo una nuova analisi che abbiamo commissionato. (…) Questa misura inoltre genererebbe un risparmio di 11,4 miliardi di sterline. Attraverso un uso ridotto del SSN e consentendo anche ai pazienti e ai loro assistenti di vivere una vita più piena e più sana.

Non sappiamo se la “Sugar salt” inglese verrà attuata, quel che è certo però è che sta dando un forte scossone a livello mondiale dove la situazione non è delle migliori.

Ricordiamo che l’OMS ha stabilito che la quantità massima di sale al giorno deve attestarsi oltre i 5 grammi. La realtà però è ben diversa e sono molte persone a rischiare molto in termini di salute. Vediamo l’ultimo studio pubblicato che cosa svela.

Lo studio inglese avverte: “Rischio di morte maggiore per gli under 75enni”

L’aggiunta di sale ai pasti è legata a morte prematura: questo il risultato di uno studio su 500mila britannici di mezza età.

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I dolori al petto inflitti da ictus o infarto
I dolori al petto inflitti da ictus o infarto (Pexels da Pixabay)

Di questo argomento ne abbiamo già parlato abbondantemente nell’articolo “Il sale fa male, questi sono tutti i rischi che corri se ne abusi“, in cui si è spiegato anche come la sua assunzione eccessiva provochi diversi effetti negativi sulla salute dell’uomo tali per cui il suo utilizzo va drasticamente ridotto.

I ricercatori nell’ultimo lavoro scientifico hanno però scoperto che aggiungere sempre sale al cibo riduce di oltre due anni l’aspettativa di vita per gli uomini, e di un anno e mezzo per le donne. Tale risultato non include il condimento durante il processo di cottura.

Lo studio non ha escluso altri fattori legati allo stile di vita, ma il team ha affermato che le persone dovrebbero considerare di evitare di condire i pasti con sale aggiunto.

Come leggiamo su Green Me, “rispetto a coloro che non hanno mai o raramente aggiunto sale, gli under 75 che hanno sempre condito il cibo avevano un rischio maggiore del +28% di morire prematuramente“.

Il professor Lu Qi della Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine di New Orleans, che ha guidato il lavoro ha affermato che anche un piccola riduzione giornaliera di sale può portare a sostanziali benefici per la salute.

Il problema però sta nel fatto che moltissimi cibi industriali sono “bugiardi” e dei falsi amici perchè contengono fino al 70% del consumo giornaliero di sale che noi assumiamo senza accorgercene.

Tra questi ad esempio pane confezionato, dolci, pizza in scatola, legumi in scatola, cereali da colazione, salsa di soia, dado da minestra, insaccati e salumi, formaggi stagionati, conserve, patatine fritte e snack.

Questi alimenti contengono troppo sale: Sono dannosi
Troppo sale! (Foto @ThriftyFun)

Leggere l’etichetta è il primo passo per migliorare il proprio stile di vita ed evitare di incorrere in spiacevoli problemi o peggio ancora ad una morte precoce legata al malfunzionamento di cuore e arterie.