Estate nera: questi prodotti alimentari iniziano a scarseggiare nei supermercati. È allarme

Cosa ne sarà della nostra economia? I rincari energetici, il caldo estremo e la siccità record stanno mettendo a dura prova l’approvvigionamento di molte materie prime. 

Scaffali vuoti supermercato alimenti a rischio approvvigionamento
Scaffali vuoti supermercato (Foto @mvprogress.com)

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Possiamo dire che dopo due anni di Covid, ora anche la guerra in Ucraina e la siccità record hanno dato il colpo di grazia alla nostra già pur fragile economia globale che ora vacilla sotto i colpi dell’inflazione e della scarsità di moltissime materie prime.

Pochi giorni fa abbiamo parlato di come in Francia sia a rischio rifornimento l’arrivo della senape, ma la lista di alimenti e bevande a rischio è decisamente molto più lunga.

Tutta colpa del caro energia sempre più acuto dopo l’annuncio del taglio dei rifornimenti del gas russo, e della penuria di materie prima che iniziano a scarseggiare a causa della mancanza di acqua in uno degli anni più caldi mai visti nella storia.

Le famiglia inoltre devono fare i conti con un’inflazione alle stelle che sta portando molte a rischiare di non arrivare a fine mese come un tempo.

Si tratta di aumenti record mai registrati dal 1986 quando la stagflazione economica era arrivata a livelli colossali. Ora si parla di +68,6% dell’olio di semi al +13,4% dei gelati, senza parlare della passata di pomodoro e della farina.

Ma quali sono i prodotti che stanno soffrendo di più e di cui c’è maggiore scarsità sul mercato? Confcommercio lancia l’allarme.

Latte, vino, acqua frizzante, pasta e frutta: la lista dei prodotti che iniziano a scarseggiare si allunga

La mancanza di forniture e l’irreperibilità di tantissimi beni, servizi ed alimenti sta facendo scomparire dai mercati tantissime eccellenze enogastronomiche ampliamente diffuse sul mercato. Una su tutte l’acqua frizzante di cui abbiamo parlato a inizio mese e per cui Acqua Sant’Anna ha già lanciato l’allarme.

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Acqua frizzante sparire motivo
Bottiglie d’acqua (Foto di Hans per Pixabay)

La Co2 è introvabile e anche i nostri competitor sono nella stessa situazione”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Acqua Sant’Anna all’ANSA.

Il motivo è semplice. L’anidride carbonica al momento è ampiamente usata nel settore agroalimentare, anzitutto per conservare i cibi. e visto l’aumento spropositato dei costi dell’energia si preferisce conservarla a questo scopo.

Coldiretti Torino ha proposto di prelevarla usando un bioreattore che a Candiolo (Torino) genera anche metano con liquami e deiezioni di oltre 4.500 bovini ma prima che questo venga avviato e collaudato serviranno diversi mesi (o anni).

Altro dato allarmante la pasta. I pastai di Unione Italia Food hanno fatto sapere che il grano al momento costa il +80% rispetto solo ad un anno fa e la pasta +18%.

Questo perchè circa il 44% delle sementi che arrivano in Italia è di importazione ucraina e Russa (l’8%) mentre il restante arriva dalle coltivazioni nazionali che però quest’anno sono state ridotte drasticamente per colpa della siccità.

Anche il riso non se la passa bene: Corriere Cook spiega che “Cia-Agricoltori Italiani e Coldiretti pongono l’accento sulla questione caldo e siccità che stanno devastando le risaie italiane coltivate a Carnaroli, Arborio e Roma. Con perdite stimate in oltre il 30% del raccolto, e con punte del 40% nel triangolo tra Novara, Vercelli e Pavia“.

Caldo, siccità e violente grandinate inoltre stanno decimando anche le produzioni di angurie e cocomeri ridotte del 30-40%, ma anche di tutte le varietà di frutta e verdura di stagione (comprese le vigne) coltivate da Nord a Sud Italia.

Ad aggravare la situazione anche l’aumento del gasolio che ha imposto il fermo pesca fino all’11 settembre con danni impareggiabili sul lavoro di milioni di pescatori che ora si trovano a piangere una situazione mai vista prima.

A questo inoltre vanno sommate le alte temperature che determinano un eccesso di sale in acqua che provoca la proliferazione di alghe e una minore ossigenazione ambientale. A rischio mitili, vongole e ostriche ma anche orate con una perdita stimata è tra il 20 e il 30%.

Anche gli animali, poi, soffrono il caldo: stremate dall’afa le mucche stanno producendo il 20% del latte in meno.

Stanno rischiando molto anche gli ulivi che non a causa dei forti picchi di calore anche superiori ai 40 grandi hanno ridotto drasticamente la produzione di olive: al momento della raccolta in autunno è lato il rischio che le olive siano piccole, con poca polpa, e quindi poco produttive.

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Bottiglie di olio in cucina (Foto @dissapore.com)

Come evolverà la situazione nelle prossime settimana? Se non ci saranno miglioramenti molto probabilmente gli scaffali dei nostri supermercati in autunno saranno vuoti come mai prima d’ora.