Maxi sequestro di tonno rosso: “Pesce privo di tracciabilità. Non è quello che sembra!”

L’ingente quantitativo di tonno rosso è stato devoluto in beneficienza ed enti caritatevoli della città per non sprecare cibo prezioso che altrimenti sarebbe stato distrutto come prevede la legge per gli alimenti privi di tracciabilità.

Tonno rosso maxi sequestro 20 quintali Calabria
Tonno rosso (Foto di Alfred Koop da Pixabay)

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI DI OGGI:

Nuovo maxi sequestro da parte della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria che nella mattinata di ieri, su richiesta di intervento da parte della Polizia stradale, ha effettuato dei controlli a bordo di un veicolo che trasportava prodotti ittici provenienti dalla Sicilia.

Dai controlli è emerso che a bordo dell’automezzo si trovava un ingente quantitativo di prodotto ittico, privo della prevista documentazione e quindi di tracciabilità. Subito il sequestro della merce e una forte sanzione (pari a 4000 euro) ai danni dell’uomo alla guida del mezzo.

Dalla nota comunicata dall’ANSA emerge infatti che a bordo del veicolo ci fossero almeno 20 quintali di tonno destinato al mercato calabrese ma non era previsto di alcuna documentazione allegata che ne spiegasse origine e salubrità dell’alimento.

Grazie al lavoro della Guardia Costiera e al personale veterinario di turno si è scoperto che si trattava di tonno rosso che sarebbe finito sul mercato spacciato per tonno alalunga, una specie molto simile ma che a differenza dell’altra “prevede normative Ue meno stringenti in merito a cattura, trasporto e commercializzazione“.

I 13 esemplari di tonno rosso sequestrati, in ottimo stato, sono stati dati in beneficenza a diversi enti caritatevoli di Reggio Calabria per evitare che il pesce venisse distrutto e tolto quindi alle persone più bisognose.

Non solo Calabria, altri sequestri anche nel resto d’Italia. La lotta alla criminalità prosegue

In tutta la Penisola però i controlli si sono fatti serrati e le notizie di altri sequestri di cibi non tracciati o privi di etichettatura sono state diverse negli ultimi giorni. Vediamo le principali.

PER NON PERDERTI NESSUN AGGIORNAMENTO SEGUICI SUL NOSTRO INSTAGRAM

Ristorante chiuso carne non a norma Centro Italia
Controlli dei Nas (Foto di Massimo Todaro Adobe Stock)

Oltre 25 chili di alimenti non tracciati e laboratorio senza autorizzazione, con maxi multa da 13.500 euro per un commerciante di Taormina.

Il blitz dei carabinieri (di Taormina) insieme ai colleghi del reparto Nas di Catania ha fatto scattare anche una denuncia per occupazione abusiva di area demaniale.

Come si legge su Messina Today, “I militari, insieme ai colleghi del reparto Nas di Catania, ieri hanno effettuato un’ispezione all’interno del locale scoprendo che il titolare deteneva circa 25 chilogrammi di derrate alimentari prive di tracciabilità ed utilizzava un laboratorio privo della prescritta registrazione sanitaria“.

I sequestri non si fermano qui. Due giorni fa all’Aeroporto Canova di Treviso sequestrati 44 chili di carne e latticini potenzialmente nocivi. Treviso Today infatti racconta che gli alimenti erano nascosti nei bagagli di un gruppo di passeggeri atterrati a Treviso dall’Albania.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da @haccpsystemgroup 

I cibi erano sprovvisti di etichettatura, tracciabilità e dei previsti certificati che ne autorizzano l’introduzione nella comunità europea. I prodotti sequestrati sono stati consegnati al gestore aeroportuale che provvederà alla distruzione secondo normativa“.