Come fare gli spaghetti alla ‘puveriello’: ricetta napoletana umile

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spaghetti puveriello
Come preparare gli spaghetti alla puveriello

Spaghetti alla ‘puveriello’: come preparare questa fantastica ricetta napoletana di origini umilissime che vi farà leccare anche i baffi

spaghetti puveriello
Come preparare gli spaghetti alla puveriello

La cucina napoletana è da sempre molto apprezzata in tutto il mondo. Possiamo dire sia una delle migliori, senza dubbio, anche se di concorrenza ce n’è ed anche tanta. Gli spaghetti sono un po’ il simbolo dell’Italia in generale: spaghetti, pizza, mandolino, sole, mare e potremmo continuare. Ma la pasta ci caratterizza. E’ l’alimento che nelle case degli italiani non manca mai e nemmeno in quelle dei napoletani. Il piatto di cui vi vogliamo parlare oggi è ‘povero’, di umili origini. Nasce infatti nel dopoguerra, quando il cibo scarseggiava e la fame era tanta. Così, le buone donne di casa napoletane facevano il proprio meglio per sfamare tutta la famiglia con ciò che si trovava in giro, tra mille difficoltà. Ed ecco che nasceva questa ricetta!

Come fare gli spaghetti alla ‘puveriello’: la ricetta napoletana

Sono nutrienti e riescono a placare la fame: questo è quanto bastava in quei tempi, negli anni ’40 del novecento, quando in giro c’era solo tanta miseria. Gli spaghetti alla ‘puveriello’ nascono quando non c’erano poi tanti ingredienti da aggiungere ad un piatto. Sono simili alla carbonara, ma mancano in molti ‘particolari’: ad esempio, del guanciale o della pancetta non se ne vede neanche l’ombra.

INGREDIENTI: 

  • 200 gr di pasta
  • 4 uova
  • 2 cucchiai di strutto
  • sale
  • pepe
  • formaggio grattugiato

PROCEDIMENTO:

Per prima cosa si fa cuocere la pasta. Pasta in abbondanza: almeno quella costa poco ed è l’elemento fondamentale che può riuscire a sfamare l’intera famiglia. In una pentola a parte, mettiamo un po’ di strutto: due cucchiai possono bastare. A cottura terminata, versiamo gli spaghetti nella pentola con lo strutto ed aggiungiamo 2 uova sbattute. Altre due uova le mettiamo sopra, senza però farle rompere. In genere, quelle andavano al capo famiglia che tornava da una giornata di lavoro ed aveva bisogno di recuperare energie. Una bella grattata di parmigiano, un po’ di pepe e gli spaghetti erano pronti.