Spesa al supermercato, come leggere le etichette

Spesa al supermercato, come leggere le etichette

Ogni prodotto alimentare che acquistiamo in negozio o al supermercato riporta un’etichetta che garantisce la sicurezza alimentare. E’ uno strumento di estrema importanza per i consumatori dove viene riportato la denominazione di vendita, la provenienza, gli ingredienti, il quantitativo, la data di scadenza, il lotto di appartenenza e i modi di conservazione e di utilizzo del prodotto (dove necessario). Ma siamo sicuri di saper decifrare correttamente un’etichetta?

Denominazione di vendita – La descrizione del prodotto si chiama “denominazione di vendita”. Un prodotto può avere anche un nome di fantasia, ma è obbligatorio specificare di cosa si tratta precisamente: ad es. farina 00, olio extravergine d’oliva, maionese, acqua oligominerale, ecc.

Gli ingredienti – Gli ingredienti vengono riportati in ordine decrescente di quantità, quindi troveremo per primo quello più abbondante e in ultimo il meno presente. Può capitare di trovare la dicitura ” in proporzione variabile” e in questo caso significa che non ci sono ingredienti prevalenti. Non sono considerati ingredienti i solventi o i composti chimici utilizzati a livello industriale per estrarre, raffinare o trattare un prodotto, di cui però non si trova traccia nel prodotto finito. Non occorre indicare gli ingredienti se il prodotto è formato da un’unica sostanza, come nel caso dell’olio di oliva o della farina, o per alcuni prodotti specifici come il vino o la birra. Anche gli aromi sono considerati ingredienti. Deve essere specificato se gli aromi sono di origine naturale o sintetica.

Data di scadenza – Sull’etichetta troviamo spesso la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il …” e questa data indica il termine minimo di conservazione; in questo caso il prodotto può essere consumato anche dopo la data riportata. La dicitura “da consumarsi entro…” significa invece che il prodotto va consumato entro e non oltre quella data.

Gli additivi – Sono delle sostanze aggiunte ai prodotti alimentari per motivi diversi: per conservarne la freschezza, il colore, il gusto, per facilitarne la lavorazione, per impedire la formazione di grumi, per rafforzare il sapore, per renderlo più spalmabile, ecc. Quando nell’etichetta di un prodotto si trova la lettera “E” seguita da un numero, ad esempio E212, significa che questo prodotto contiene un additivo o un colorante autorizzato dall’Unione Europea. Le sigle da E100 a E199 identificano i coloranti, mentre quelle che vanno da E200 in su si usano per identificare altri tipi di additivi.

La provenienza – E’ obbligatorio riportare il nome del produttore (o marchio registrato), la sede dello stesso e dell’impianto di produzione o confezionamento (che spesso possono coincidere). Informazioni finalizzate a rendere il più possibile trasparente la filiera produttiva.

Lotto di appartenenza – E’ una dicitura o un timbro che identifica il lotto. Questa informazione è importantissima e va segnalata al produttore o all’ASL nel caso ci fosse un prodotto difettoso o immangiabile.

Modalità di conservazione e di utilizzo – Tutti i prodotti che hanno bisogno di particolari condizioni di conservazione, oppure di speciali accorgimenti per un corretto utilizzo, devono segnalare queste loro caratteristiche sull’etichetta.

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