Spreco alimentare, come insegnare ai bambini a non buttare il cibo

I dati statistici mostrano che ogni anno oltre 200.00 tonnellate di cibo invenduto finiscono nelle discariche. Serve educare anche i più piccoli ad un corretto rispetto alimentare. 

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Famiglia al supermercato (Foto di press 👍 and ⭐ da Pixabay)

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L’Italia, come la maggior parte dei Paesi al mondo, ha ancora percentuali altissime di spreco alimentare (pari a circa 7.8 milioni di tonnellate all’anno).

Il cibo che finisce ogni anno nelle discariche è infatti un vero scempio nei confronto di tutte le famiglie che non possono permettersi un pasto completo.

Secondo il FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, gli sprechi di cibo sono responsabili del 10% delle emissioni di gas serra e ogni anno vengono sprecate circa 1.6 miliardi di tonnellate di cibo a livello globale.

Il cibo oggi si trova con estrema facilità (nei Paesi del Nord del mondo) e ciò non ci pone il campanello d’allarme che un giorno primo o poi potrebbe finire (si vedano le restrizioni alimentari di grano e farina imposte dalla guerra in Ucraina).

Serve pertanto combattere queste abitudini ormai radicate cercando di educare le nuove generazioni all’anti-spreco alimentare. Un’educazione che serve in primis iniziare dalle scuole e dalla quotidianità familiare.

Serve quindi non sottovalutare la quantità di cibo a nostra disposizione, ma cercare di valorizzarlo il più possibile, stando attenti agli sprechi. Come poter fare? Vediamo come le istituzioni scolastiche e le stesse famiglie dovrebbero insegnare ai più piccoli a conservare il cibo e non gettarlo inutilmente.

Come non sprecare il cibo, 5 regole da rispettare dentro e fuori casa

I medici e gli esperti di geo-politica sono chiari. Serve adottare un approccio con i più piccoli tale da far capire loro l’importanza del
diminuire lo spreco e allo stesso tempo renderli maggiormente responsabili giorno dopo giorno della loro porzione di cibo.

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Educazione alimentare ai bambini (Foto di Andrzej Rembowski da Pixabay)

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Il primo passo per aiutare il bambino a sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti degli sprechi alimentari è coinvolgerlo attivamente in cucina.

Fate in modo che, anche se molto piccolo, vi aiuti a preparare le pietanze, magari sgranando i pisellini oppure mescolando l’impasto di una torta.

Cercate di fargli vivere l’esperienza della cucina, dall’acquisto degli ingredienti al supermercato o al mercato rionale (perchè non magari anche in un’azienda agricola tra animali e orti?), alla scelta del menù, fino alla realizzazione delle ricette. Sono tutti aspetti che incrementeranno le sue abilità cognitive e creative.

Fate in modo di non servirlo mai con una porzione standard ma di impiattare la padella/pentola in tavola e chiedere a lui quando cibo desidera consumare.

Può essere d’aiuto raccontare delle storie che hanno a che fare con il cibo oppure inventare dei giochi. L’assaggio e la manipolazione del cibo sono un ottimo aiuto per responsabilizzare e far maturare i bambini che cresceranno certi di quello che andranno poi a comprare.

Festa della mamma menù bambini
Bambini che cucinano (Foto di Zaki AHMED da Pixabay)

Infine non dimenticate l’abitudine di riciclare e riutilizzare gli alimenti avanzati per creare nuove ricette o dare una seconda vita ad un alimento ormai esaurito.

Ad esempio, i fondi del caffè possono essere utilizzati come fertilizzante per le piante o per l’orto ma anche per creare maschere viso e per i capelli.