Storia e leggenda delle origini del panettone

Storia e leggenda delle origini del panettone

Il panettone è un dolce tipico milanese diffusosi in tutta Italia e diventato simbolo del Natale. Ma vi siete mai chiesti come è nato o chi fu l’inventore?

In realtà non esiste una storia certa e univoca e le origini storiche sfociano nei tratti leggendari. Ma le storie che godono di maggior credito sono almeno tre. La prima risale al ‘400 ad opera di Messer Ulivo degli Atellani, un falconiere che abitava nella Contrada delle Grazie a Milano. Innamorato di Algisa, bellissima figlia di un fornaio di nome Toni, si fece assumere come garzone dal padre di lei e, per incrementare le vendite, provò a inventare un dolce. Impastò uova, burro, miele e uva sultanina, infornò e ne uscì una sorta di panettone che ebbe enorme successo e tutti vollero provare il “Pan del Ton”. I due fanciulli poco dopo si sposarono e vissero felici e contenti.

Secondo un’altra leggenda durante una vigilia di Natale, alla corte del duca Ludovico, era stata predisposta la preparazione di un dolce particolare. Purtroppo durante la cottura questo pane a cupola contenente acini d’uva si bruciò, gettando il cuoco nella disperazione. Per fortuna,  un servo di nome Toni aveva tenuto per sé un po’ dell’impasto del dolce ormai perduto  a cui aveva aggiunto un po’ di frutta candita, uova, zucchero e uvetta. Decisero di dargli forma di pane e portarlo comunque alla tavola del principe. Il cuoco decise di azzardare la bizzarra idea non senza un certo timore, ma gli invitati applaudirono l’invenzione dolciaria che fu battezzata con il nome di “pan del Toni”.

Secondo fonti più accreditate la vera origine del panettone va ricercata nell’usanza medievale di celebrare il Natale con un pane più ricco di quello di tutti i giorni. Un manoscritto tardo quattrocentesco di Giorgio Valagussa, precettore di casa Sforza, attesta la consuetudine ducale di celebrare il cosiddetto rito del ciocco. La sera del 24 dicembre venivano portati in tavola tre grandi pani di frumento. Il capofamiglia ne serviva una fetta a tutti i commensali, serbandone una per l’anno successivo, in segno di continuità.

Quel che è certo è che il panettone come lo conosciamo oggi risale ad un secolo fa, quando Angelo Motta propose il cupolone e il “pirottino” di carta da forno, quasi a celebrare la crescita e l’importanza del preparato.

Attiva modalità lettura

Fai il login e salva tra i preferiti questo post