Sugli alimenti arriva la nuova etichetta “a batteria”

Sugli alimenti arriva la nuova etichetta “a batteria”

di Ivana Tramontano

Sta per arrivare l’etichetta “a batteria”, un sistema di indicazioni nutrizionali a porzione da apporre sui cibi. E’ la risposta italiana all’etichetta a semaforo, adottato da vari paesi europei, che penalizzerebbe i prodotti della dieta mediterranea.

Si tratta di un’etichetta facoltativa, come l’etichetta a semaforo, che facilita la comprensione da parte del consumatore dell’apporto energetico e nutritivo, una forma di espressione e presentazione supplementare della dichiarazione nutrizionale. La novità dell’etichetta a ‘batteria’ rispetto al Nutri-score è che si basa su una valutazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare calcolato a porzione e non su un punteggio calcolato su 100 grammi come per il Nutri-score a cui, il governo italiano e gli operatori del settore, sono contrari in quanto dà un giudizio categorico colorimetrico che prescinde dall’educazione alimentare del consumatore.

La proposta italiana invece è una guida di lettura nutrizionale dei singoli alimenti rispetto all’esigenza nutrizionale consigliata dalle linee guida internazionali (europee). Questo evita il paradosso che l’olio di colza venga privilegiato rispetto all’olio di oliva o magari gli edulcoranti siano avvantaggiati rispetto a quelli naturali come avviene nelle etichette a semaforo.

Le prime reazioni delle categorie interessate, raccolte da Adnkronos, sono positive: Coldiretti sottolinea che la proposta italiana ӏ molto importante Рspiega il consigliere
delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, interpellato dall’Adnkronos – perché qualora oggi si dovesse esportare verso un Paese che applica il Nutri-score, per il principio di mutuo riconoscimento un cibo che viene prodotto nel Paese A e viene esportato nel Paese B rimane vincolato alle regole del Paese di provenienza, e quindi si potranno legittimamente applicare le regole italiane individuate nell’etichetta a batteria e dunque non avere più l’obbligo, se si vuole esportare in un determinato Paese, di adeguarsi alle sue etichette”.

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