Supermercati, polemiche sul famoso pesto alla genovese: “Siamo indignati”

Avete mai letto esattamente l’etichetta del famosissimo pesto alla genovese tra i più acquistati nel nostro Paese? Forse qualcosa non torna…Vediamo cosa.

pesto alla Genovese ricetta base
Il pesto alla Genovese fatto secondo la ricetta originale (foto di dusk AdobeStock)

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Secondo il Consorzio Pesto Genovese al suo interno non devono mancare 7 ingredienti basilari come quali il Basilico Genovese Dop, olio extravergine d’oliva, Parmigiano Reggiano Dop, Pecorino Dop, pinoli o noci, aglio e sale. Nulla di più e nulla di meno.

Eppure una recente classifica di Altroconsumo aveva stilato i migliori in termini di gradimento del pubblico italiano in rapporto alla qualità-prezzo sul mercato.

Tra questi ottimo quello Prà (Genova) creato con ingredienti di grande pregio, mentre seguono Pastificio Novella nella riviera del Levante ligure, creato artigianalmente sia nella versione con aglio, sia con quello senza, Italpesto, Compagnia del pesto genovese, Artigiana genovese, Rocca del Gusto, Parodi, Luigina, Il laboratorio del pesto.

Uno dei marchi distribuiti invece dalla GDO sul mercato che ha da sempre ottenuto un ottimo successo in termini di acquisti, invece il Gran Pesto alla Genovese Tigullio Star che anche grazie alla sua pubblicità che descrive una produzione fedele all’originale del Consorzio, ha da sempre picchi altissimi di acquisto in ogni catena di distribuzione nazionale.

Eppure questo prodotto è davvero così buono, rustico e genuino come pubblicizza lo spot tv?

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Pesto alla genovese Tigullio Star, qualcosa non torna. Solo l’1%?

Ha portato in luce la questione Il Fatto Alimentare, contattato da una consumatrice che lamentava la scarsa verosimiglianza tra quanto il prodotto dichiarava e quanto invece è in realtà.

pasta pesto fave cremoso ricetta facile veloce
Pasta con pesto cremoso di fave (Foto Polonio Video AdobeStock)

Avete ma letto l’etichetta? Questa signora lo ha fatto e così ha replicati al giornale: “(…) Immaginate il mio disappunto quando verificando gli ingredienti in etichetta mi sono resa conto che il prodotto contiene pinoli in una percentuale davvero minima (1%), mentre i semi oleosi presenti in maggior percentuale sono gli anacardi“.

Ebbene sì, il noto marchio con sede in Brianza, fa un uso molto povero dei pinoli che invece dichiara essere usati in evidente quantità all’interno del suo pesto.

Leggendo infatti con attenzione gli ingredienti, si nota che è composto da olio di semi di girasole (32%), Basilico (30,4%), patate, sciroppo di glucosio, anacardi, formaggio Grana Padano Dop (5%), formaggio Pecorino romano DOP (4,5%), sale, olio extravergine di oliva (2%), pinoli (1%), aromi naturali, correttore di acidità.

Una quantità di pinoli decisamente risicata che forse ora, vista con attenzione, potrebbe sollecitare il sospetto di molti consumatori che finora si sono fidati sulla base della notorietà del marchio.

 

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In alternativa, per non sbagliare, l’unica alternativa possibile è quella di preparare autonomamente a casa propria il pesto con il quantitativo che più preferite.

Se invece non sapete da dove partire vi consigliamo noi una ricetta facile facile che ha tutto il sapore della Liguria ma l’amore che solo voi potete dare al piatto finito. Se volete cliccate qui per la ricetta.