Supermercati, ritirate a causa di batteri pericolosi: “Le mangiamo tutti e c’è preoccupazione”

È stato confermato il legame tra le pizze surgelate Buitoni della linea Fraîch’Up e i casi di sindrome emolitico-uremica legata al batterio dell’Escherichia coli.

Escherichia coli pizza Buitoni Francia
Escherichia coli analisi di laboratorio(Foto di luchschenF AdobeStock)

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La notizia era arrivata in sordina ma a distanza di un mese sembra un dato di fatto. Quello che Le Monde aveva lanciato in modo quasi avventato per molti oggi è una certezza, ovvero esiste un legame tra alcune pizze surgelate della marca Buitoni (gruppo Nestlé) e diversi casi di persone colpite dal batterio Escherichia coli.

Il caso arriva dalla Francia in cui le stesse autorità sanitarie stimano dopo diverse settimane alcune decine di bambini malati. Le autorità hanno registrato anche due decessi, ma al momento il legame con la contaminazione è ancora da dimostrare.

Dallo scorso febbraio infatti si sono evidenziati aumenti esponenziali della “sindrome emolitica e uremia legata a una contaminazione da E-Coli“.

Secondo Santé Publique France, i casi registrati questa settimana sono 75 e interessano bambini e ragazzi tra gli 1 e i 18 anni di età. Tra questi ben 41 episodi sono ritenuti “gravi”, 31 invece sono ancora in fase di valutazione.

Le Monde pensa che il batterio possa aver contaminato l’impasto della pizza. Per chi se lo stesse chiedendo, gamma interessata è la linea Fraîch’Up è prodotta e distribuita in Francia in un numero che varia tra le 100-150mila pizze a settimana.

Al momento le autorità hanno chiesto alla popolazione di non consumare le pizze se già in case e di gettarle per evitare contaminazioni, mentre la Direzione generale della Salute (DGS) ha disposto un ritiro di tutte le pizze immesse sul mercato a partire da giugno 2021.

E l’Italia corre qualche pericolo?

Francia, pizze Buitoni (Nestlé) contaminate da Escherichia coli

La linea Fraîch’Up è caratterizzata da un impasto crudo che lievita e cuoce nel forno, ben diversa da quelle a cui siamo abituati in Italia, poiché richiede tempi di cottura più lunghi delle normali pizze in commercio.

Addetto controllo qualità
Addetto controllo qualità (Foto di hedgehog94 AdobeStock)

Si pensa quindi che i bambini siano stati infettati mangiando pizze non sufficientemente cotte a dovere, gli impasti poco cotti sono infatti crogiolo di trasmissione dei batteri responsabili della sindrome emolitico-uremica.

La produzione Buitoni in Italia è salva visto che la linea indicata è venduta solo in Francia e non è mai stata esportata in Italia dove al momento sono già stati fatti controlli accurati dalle autorità sanitarie ma con esiti tutti negativi.

E. Coli: Cos’è? cause, sintomi e terapia

E. coli è un microrganismo appartenente agli enterobatteri che trova il suo habitat ideale nell‘intestino dell’uomo e di vari altri animali. Generalmente è innocuo ma diventa aggressivo (patogeno) se a contatto con situazioni che ne possono scatenare sintomi nocivi per la salute umana.

Il batterio si trova normalmente nella flora batterica umana ma in particolari circostanze viene in contatto con altri ceppi batterici provenienti da acqua o cibi contaminati, frutta e verdura consumati crudi o latte non pastorizzato, oppure anche carne non cotta.

Non dimentichiamo anche i cibi poco cotti come la pizza Buitoni in questione che ha colpito la Francia.

Il batterio risulta pericoloso soprattutto per i bambini piccoli e per gli anziani che arrivano a sviluppare una grave insufficienza renale chiamata sindrome emolitico uremica che risulta pericolosa.

La cottura dei cibi permette di neutralizzare efficacemente questo batterio visto che l’Escherichia coli è sensibile al caldo.

Nelle circostanze sopra descritte, il batterio riesce così a moltiplicarsi in modo smisurato e colonizzare altre regioni corporee, soprattutto del tratto intestinale e delle vie urinarie provocando uretrite, cistite, prostatite, pielonefrite.

Ma non solo. Può causare anche diarrea, crampi addominali, nausea e vomito, affaticamento e febbre che può durare fino ad 8 giorni.

Il consiglio è quello di avvisare subito il medico di base che prescriverà la cura antibiotica più efficace. Bere tanta acqua ed accompagnare la dieta ad una profilassi di fermenti lattici con più ceppi per contrastare l’insorgenza del batterio in essere.