Sushi all you can eat, attenzione a quale scegli: potresti rischiare grosso secondo Altroconsumo

Sei sempre sicuro che i ristoranti di sushi che scegli siano perfettamente idonei e rispettino tutte le norme igienico sanitarie disposte dalla legge? Altroconsumo ha stilato una lista degli aspetti da considerare prima di prenotare.

Ristoranti sushi all you can eat indagine Altroconsumo
Ristorante sushi all you can eat (Foto di Ivan Samkov da Pexels)

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Si sono diffusi anche in Italia a macchia d’olio con un successo che ha superato di gran lunga le aspettative iniziali, tanto che oggi sono considerati tra i ristoranti più quotati e non manca giorni in cui non ci sia la fila per andare a mangiare da loro.

Parliamo dei ristoranti di sushi “all you can eat”, formula adottata per indicare l’ordinazione illimitata di cibo (sushi in questo caso) sempre servita ad un prezzo fisso che va dai 14,90 euro (circa) per il pranzo ai 20 euro (circa) per la cena.

Motivo per cui questa tipologia di ristoranti ha avuto questo grande exploit e file di giovanissimi affamati assalgono le loro sale in cerca di pasti veloci e a buon mercato.

Altroconsumo ha però cercato di far luce  sul tema dell salubrità di questi ambienti conducendo un’indagine su 10 locali a Roma e 10 a Milano, indagando quindi sulle condizioni igienico sanitarie dei locali.

Da considerare anche la provenienza degli ingredienti, il rispetto delle norme anti-Covid oltre che la presenza o meno di virus, germi e batteri responsabili di gastroenteriti, vista la freschezza del pesce servito. Ma cosa è stato riscontrato dall’analisi?

Come scegliere un ristorante all you can eat? 5 consigli da tenere in mente

Nei locali presi in esame, in alcuni il pesce era freschissimo, mentre in altri sono state rinvenute sulle pietanze tracce di Escherichia coli e stafilococchi che riportano a condizioni igieniche piuttosto scarse.

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Ristoranti sushi all you can eat indagine Altroconsumo
Uramaki (Foto di Vinicius Benedit da Pexels)

Come poter capire quindi se il luogo in cui ci troviamo a mangiare è sanificato e utilizza materie prime fresche che non possono portare a conseguenze nefaste per la nostra salute?

Altroconsumo lo ha chiesto ad Antonello Paparella, ordinario di microbiologia alimentare all’Università di Teramo.

Il medico ha specificato che quanto detto nella ricerca non è da generalizzare parlando dei locali giapponesi di sushi ma bensì vale per ogni ristorante al mondo. Qui la freschezza delle materie prime dipende dal fornitore usato, dal metodo di congelamento o scongelamento, dai tempi di cottura e via dicendo.

Paparella anzi precisa che queste attività sono invece da ammirare per “la velocità del ciclo di produzione e cucina a vista, ricette standardizzate, gestione famigliare”.

“Inoltre, molti dei piatti proposti hanno una ricetta semplice, che non richiede preparazione anticipata, fattore che potrebbe favorire lo sviluppo di microrganismi indesiderati”.

Esistono però 5 accorgimenti a cui possiamo porre attenzione quando ci rechiamo in un locale di sushi all you can eat.

  • Valutare le condizioni igieniche complessive del locale appena entrati. Quindi se i pavimenti ed i tavoli sono puliti e sei menù sono di un materiale facilmente igienizzabile ad ogni cambio di commensale. Anche il bagno è indice di pulizia, non sottovalutatelo mai.
  • Il pesce da consumare crudo deve essere abbattuto e questo procedimento dovrebbe essere specificato sul menù, in caso contrario sempre chiedere specifiche ai camerieri.
  • Se la cucina è a vista controllare sempre lo stato di conservazione delle materie prime usate. Il pesce deve essere conservato in comparti refrigerati tirati fuori dalle celle frigorifere solo pochi minuti prima della preparazione.
  • I camerieri non devono manipolare il cibo e apportare guarnizioni ai vostri piatti una volta arrivati al tavolo.
  • Infine quando il pesce arriva al tavolo deve avere dei colori ben precisi. Il filetto di pesce non deve essere asciutto, ma morbido, sodo e lucente. Il colore del pesce a carne rossa deve essere rosso naturale e non rosso carminio. Colore che potrebbe indicare trattamenti non autorizzati finalizzati a stabilizzare il colore”.
Nigiri vegani ricetta facile
Nigiri vegani (Foto di Magdalena Bujak AdobeStock)

E per quello a carne bianca? Paparella spiega che la polpa deve essere bianca e non grigiastra o giallina. Anche l’odore conta, questo infatti “deve essere di mare, non pungente e sgradevole”.