Taglio dell’Iva sulla spesa, sorpresa per i consumatori nel dl aiuti: cosa succederà

Per alleggerire il peso peso dell’inflazione sui redditi più bassi arriva la proposta di azzerare l’Iva sui prodotti di largo consumo, dagli alimentari ai farmaci, dai trasporti ai libri.

Taglio dell'Iva sulla spesa, sorpresa per i consumatori nel dl aiuti
Pagamento con carta di credito (Foto di flyerwerk da Pixabay)

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La crisi economica è ormai un peso inesorabile da sopportare per moltissime famiglie che faticano ad arrivare a fine mese a causa dei costi inflazionistici sovra elevati, ancora maggiori rispetto a solo un anno fa quando il Covid attanagliava l’import ed export mondiale.

Il Governo italiano, spinto dai continui appelli di sindacati e consumatori, ha deciso di fare un passo avanti e venire incontro alle esigenze quotidiane di chi fatica a sbarcare il lunario e fare la spesa con regolarità.

Abbiamo già visto che l’ultimo rapporto Iri associato ai dati di Altroconsumo ha rivelato come a maggio scorso si sia registrato un aumento del +6,7% sui generi di prima necessità mai così alto dal 1986!

Olio di semi di girasole +93%, farina 00 + 33% e pasta di semola +25% sono quelli che hanno risentito maggiormente degli aumenti, ma anche il resto del comparto food sta toccando picchi mai visti prima.

La proposta di abbassare l’Iva su questi beni è arrivata dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Questo ha confermato ieri di essere al lavoro con il Mef per cercare di concretizzarla in vista del prossimo decreto di fine luglio o al massimo nella prossima legge di bilancio.

Entriamo nel merito e vediamo in cosa consiste.

Decreto anti-inflazione, taglio Iva sulla spesa

Per alleggerire il peso dell’inflazione sui redditi più bassi Brunetta si sarebbe appellato alla possibilità di tagliare l’Iva sui beni si prima necessità che le famiglie faticano oggi più che mai a inserire nel carrello della spesa.

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Scaffali supermercato
Scaffali supermercato (Foto di pressmaster AdobeStock)

L’idea del ministro arriva a seguito del cambio della direttiva europea sulle aliquote Iva avvenuta lo scorso aprile e che permette, a tutti i Paesi Europei, di modificare le disposizioni interne.

Grazie a questi potere di “esenzione con diritto a detrazione”,  ogni Paese quindi può arrivare ad azzerare l’imposta sul valore aggiunto applicata ad alcuni prodotti.

Potrebbero quindi avere Iva ribassata al 5 o 10% moltissimi gli alimentari essenziali come i già citati farina, olio di semi e pasta, ma anche l’erogazione dell’acqua, senza dimenticarci anche i farmaci, gli apparecchi medici ed i servizi di trasporto.

Tuto questo sarebbe attuabile grazie all’extragetitto accumulato nell’ultimo anno a causa dell’inflazione proprio con l’Iva che ha portato nelle tasche dello Stato ben 10 miliardi di euro (+20% rispetto ad un anno fa).

Spesa al supermercato trucchi per risparmiare
Spesa al supermercato (Foto di stokkete AdobeStock)

Non sembra invece d’accordo il Mef che si oppone all’idea di Brunetta in quanto abbassare o azzerare l’Iva sui beni di largo consumo a loro avviso significherebbe premiare tutta la popolazione, anche quella con redditi alti.

Per questo motivo la proposta resta ancora al vaglio, si dovranno attendere le prossime settimane per capire come la situazione potrà essere riconvertita per aiutare le famiglie più in difficoltà.