McDonald’s e fast food, nessuna tutele per il benessere dei polli. VIDEO shock

Un nuovo report pubblicato dall’associazione World Animal Protection ha denunciato come alcuni dei più grandi marchi di fast-food internazionali non rispettino la tutela del benessere dei polli.

McDonald's posizioni aperte gennaio 2022
McDonald’s (Foto di gargantiopa AdobeStock)

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Questa notizia arriva forte e chiara quasi in contemporanea con i casi di aviaria registrati in moltissime aziende europee, compresa l’Italia, quasi a voler impattare ancora di più sulla sensibilità collettiva.

Nelle scorse ore è stato pubblicato un nuovo report a firma dell’associazione World Animal Protection, in collaborazione con Animal Equality, che denuncia come alcuni dei più grandi marchi di fast-food più amati per via delle pessime condizioni di tutela e benessere con cui tratta i suoi animali allevati per il macello.

Animali usati come carne all’interno poi della catena di approvvigionamento internazionale, che coinvolgono anche il nostro Paese.

La situazione nei video postati e le foto fatte trapelare è drammatica e racconta una realtà ai limiti del concepibile, senza nessun accorgimento per garantire il benessere degli animali.

L’assiciazione commissiona il report ‘The Pecking Order’ ogni anno dal 2019 per monitorare la realtà effettiva che sta dietro le principali realtà del junk food.

Sono prese in esame e valutate le voci Impegni e Obiettivi (sulla base dei criteri specifici delineati nello European Chicken Commitment per tutte le aziende all’interno dell’UE) e Rendicontazione delle prestazioni (quanto effettivamente è stato attuato rispetto il punto precedente).

E anche stavolta quello che è merso è scoraggiante e svela come non sia stata fatta nessuna miglioria nonostante gli impegni presi dalle singole catene e multinazionali.

– ATTENZIONE, SEGUONO IMMAGINI CRUENTE CHE POTREBBERO URTARE LA SENSIBILITA’ DI MOLTI –

McDonald’s nel mirino, condizioni disumane negli allevamenti di pollame

Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality Italia, spiega con queste parole i dati raccolti: “I risultati di quest’anno ci dicono che alcune delle principali aziende alimentari del mondo stanno chiudendo un occhio sulla crudeltà degli animali che avviene su larga scala nelle loro catene di approvvigionamento. E di conseguenza stanno venendo meno agli impegni che si sono assunte (…)“.

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Che cosa è emerso dall’analisi svolta? L’89% delle aziende controllate ha ottenuto il punteggio pari a 6 (scarso) mentre nessuna invece un punteggio complessivo di livello 1 (leader), 2 (buono) o addirittura 3 (in fase di sviluppo).

Questo perchè nessuna delle multinazionali si è impegnata negli ultimi quattro anni ad assumersi alcun impegno in materia di benessere dei polli da carne.

Quel che è peggio è che quanto raccolto dal report rivela che “la maggior parte della carne di pollo servita in questi noti fast-food proviene da polli che vivono in ambienti insalubri, affollati e senza luce naturale”.

Si legge anche che sono stati trovati molti animali con profonde escoriazioni, lesione cutanee e sono addirittura zoppi!

I peggiori in assoluto sul territorio italiano sono (con punteggio 6):

  • Burger King
  • McDonald’s
  • Dussmann
  • Starbucks

Seguono KFC (con 5), Subway (con 4) ed IKEA (con punteggio 3).

Report aziende (Foto @thepeckingorder2022)

World Animal Protection e Animal Equality esortano tutte le realtà alimentari ad impegnarsi per modificare le proprie policy globali riducendo le sofferenze  di miliardi di polli.

Anche i consumatori però dovrebbero fare scelte più etiche indirizzando le proprie scelte verso realtà che rispettano queste normative scrupolosamente, senza incidere sul benessere degli animali.