A mare dopo mangiato: quanto tempo bisogna aspettare?

A mare dopo mangiato: quanto tempo bisogna aspettare?

di Ivana Tramontano

In estate molti si chiedono quanto tempo sia necessario restare fuori dall’acqua dopo aver mangiato. Cerchiamo di fare chiarezza su una questione tanto dibattuta.

Le opinioni sono sempre differenti, i genitori non sanno come comportarsi con i bambini che non vedono l’ora di tornare a immergersi a mare dopo lo spuntino di metà giornata. Del resto la paura è giustificata dal fatto che ogni anno si registrano incidenti mortali dovuti a un blocco digestivo, che ogni estate miete qualche vittima anche tra i nuotatori esperti.

La congestione digestiva si verifica quando il brusco abbassamento della temperatura corporea (ad esempio quando ci si immerge in mare o in piscina quando si è accaldati) fa defluire una quota importante del flusso sanguigno dal centro dell’organismo verso la periferia, dove è più intensa la dispersione di calore, al fine di riequilibrare la temperatura interna. Durante la digestione, però, la maggior parte del flusso sanguigno confluisce verso gli organi interni per facilitare i processi di trasformazione del cibo e per ossigenare meglio gli organi al lavoro: il repentino spostamento del sangue può provocare il blocco della digestione e un senso di malessere, anche intenso, e al limite lo svenimento. In questo caso, il nuotatore non è più in grado di reggersi a galla e, se non viene immediatamente soccorso, può annegare.

La congestione avviene in modo molto veloce ed è solitamente anticipata da dolore al petto e all’addome, senso di freddo, annebbiamento della vista, sudorazione e sensazione di mancamento. Nel caso si riesca ad uscire dall’acqua al comparire d questi sintomi la miglior soluzione è mettersi al fresco e attendere che tutto torni alla normalità.

L domanda che molti si pongono è: quanto tempo occorre perché la digestione sia completa e il bagno sia privo di rischi? La risposta varia da persona a persona, ma anche da pasto a pasto. I piatti ricchi, i fritti, i cibi più grassi o un pasto completo richiedono tre ore come tempo di digestione; ha tempi piuttosto lungi anche il latte della prima colazione. Se invece si mangia un panino imbottito e un po’ di frutta il bagno può essere fatto, con qualche accortezza, anche subito. Ma attendere 30-60 minuti riduce ogni minimo rischio.

In quest’ultimo caso bisogna prestare attenzione alla temperatura dell’acqua e del corpo: se siamo molto accaldati e l’acqua è fredda, lo sbalzo termico può creare un disagio notevole all’organismo e aumentare quindi i rischi. Meglio allora immergersi gradualmente ed essere pronti a tornare all’asciutto ai primi segni di disagio. In caso di una torta salata o un piatto di insalata di riso, meglio attendere un’ora o un’ora e mezza.

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