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Botulino: sintomi, rischi e cura

Il botulino è il veleno naturale più nocivo per l’uomo. Può essere letale in piccole dosi e in Italia si registrano 20-30 casi di intossicazione l’anno, 5 dei quali mortali. A sottolinearlo sono le “Linee Guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico”, presenti sul portale del Ministero della Salute.

I SINTOMI

Il botulino si nasconde soprattutto nelle conserve, come i carciofini sott’olio, le olive in salamoia, i sottaceti. L’ingestione di questi cibi provoca un’intossicazione severa caratterizzata da un quadro clinico specifico. Dopo un periodo di incubazione (12-48 ore fino a una settimana nei casi eccezionali) compaiono sintomi come vomito, nausea, diarrea e forti dolori muscolari; seguono importanti problemi neurologici, secchezza delle fauci e delle vie respiratorie, distorsioni visive, disturbi vocali e della deglutizione. Il rapido aggravamento delle già precarie condizioni generali può portare a morte per paralisi respiratoria e conseguente asfissia. L’intossicazione da botulino non causa febbre.

PREVENZIONE

In Italia la prevalenza di intossicazione è più alta che altrove, perché abbiamo una radicata tradizione di conserve. Ma abbiamo anche la migliore capacità diagnostica. Le precauzioni base da rispettare? In primo luogo assicurare l’igiene personale e della cucina e ispezionare bene le materie prime: mai usare quelle ‘che stanno quasi per andare a male’. In secondo luogo bisogna sterilizzare bene i contenitori: non basta lasciarli per un paio di minuti in acqua bollente, ne servono 5-10. Una volta aperti, vanno conservati in frigo e per poco tempo, variabile a seconda del preparato: da poche settimane per la salamoia a quasi 2 mesi in caso di sottaceti.

CURA

Dopo i primi sintomi bisogna intervenire celermente con siero antibotulinico, l’unica soluzione per aver salva la vita, prima che l’intossicazione possa causare arresto cardiaco e respiratorio. Per questo è importante riconoscere i sintomi, che si manifestano circa 12-48 ore dopo l’ingestione del cibo contaminato, con scarsa mobilità oculare, difficoltà a mettere a fuoco, stanchezza, bocca asciutta, diarrea e nausea.