Cellulite: cosa mangiare, cosa evitare e quali sport fare

Cellulite: cosa mangiare, cosa evitare e quali sport fare

di Ivana Tramontano

In tempi di prova costume la cellulite la nemica numero uno. Se in vista dell’estate è troppo tardi correre ai ripari la bella stagione può essere il momento giusto per seguire questi consigli utili.

La ritenzione idrica, cioè la tendenza che ha il nostro fisico a trattenere liquidi in eccesso, è un problema che affigge il 30% delle donne. Ha cause molto varie, soprattutto uno stile di vita troppo sedentario, il fumo, il consumo eccessivo di sale, una alimentazione non appropriata o un cattivo funzionamento della circolazione linfatica e del microcircolo sanguigno locale. Se abbiamo chili di troppo solitamente pensiamo la cellulite sia la causa, invece è vero il contrario. Il grasso peggiora la circolazione locale e ostacola la diuresi, e acuisce gli stati infiammatori locali.

I rimedi anti-cellulite

La prima accortezza da mettere in atto è legata al movimento fisico: stare sempre seduti, o troppo tempo in piedi da fermi, fa ristagnare i liquidi. Se lavoriamo sedute l’ideale è fare 200 passi ogni ora. Evitiamo poi i tacchi troppo alti e gli indumenti troppo attillati che ostacolano il microcircolo.

Seguiamo una dieta bilanciata, evitando gli eccessi di carboidrati e zuccheri, i cibi grassi le bevande alcoliche. Grandi amiche sono invece frutta e verdura, soprattutto quelle ricche di vitamina C, come gli agrumi, l’ananas e i kiwi, l’anguria e i frutti rossi. Tra le verdure pomodori, peperoni, cetrioli, lattuga, spinaci e broccoli.

Il sale va limitato il più possibile, meglio se riusciamo ad eliminarlo, aromatizzando gli alimenti con le spezie o erbe aromatiche. bevete molta acqua, almeno due litri al giorno, e fate uso di tisane drenanti e tè verde. Riducete il consumo di caffè a una o due tazzine al giorno.

Infine il movimento fisico è un’attività imprescindibile. Via libera a lunghe passeggiate a passo veloce. Gli sport più indicati sono il ciclismo, il nuoto, l’aquagym o, quando siamo al mare, le passeggiate con l’acqua che arriva almeno a metà polpaccio.

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