Forze Armate, il ministero mette a dieta i soldati

Forze Armate, il ministero mette a dieta i soldati

Il ministero della Difesa ha messo a dieta i militari delle Forze Armate italiane. Tutti coloro che hanno chili di troppo, tenendo contro dell’età e dell’incarico ricoperto, dovranno necessariamente perdere peso, perchè il grasso in eccesso non si addice al ruolo ricperto. Il ministero aveva persino emanato una direttiva che prevedeva persino il congedo per chi non fosse tornato in forma entro 730, ma è stata sospesa. Resta il fatto che bisognerà tornare al peso forma, perchè chi indossa l’uniforme deve sempre essere scattante per poter affrontare e gestire al meglio situazioni di emergenza.

Coloro che ricoprono ruoli di ufficio potranno beneficiare di una maggiore tolleranza, ma chi è impiegato in ambito operativo dovrà rispettare i requisiti richiesti. “Fino ad oggi il sovrappeso dei nostri militari era stato motivo di congedo, di abbandono. Ho ascoltato casi di chi con qualche chilo in più è stato messo alla porta, altri di chi si è trovato spinto ad intraprendere un’operazione chirurgica molto delicata per la riduzione dello stomaco. Preso atto di queste storture ora stiamo cercando di correggere la situazione, perchè se è vero che l’obesità è un problema, a volte anche con una forte componente psicologica, come tale deve essere trattato”, ha dichiarato sui social il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che afferma di aver letto “qualche semplificazione di troppo sulla stampa” su questo tema e annuncia che “questo aspetto sarà inserito nella circolare che dirameremo nei prossimi giorni”.

La circolare servirà a “tracciare un percorso di sostegno ai militari di tutti i gradi e categorie che soffrono di obesità, per tutelarne la salute, eliminare disparita di trattamento tra personale appartenente a diverse Forze Armate, considerare maggiormente parametri influenti sul peso quali l’età, l’incarico, il reparto di impiego e mansioni attribuite. Insomma – conclude il ministro -, un ulteriore passo avanti per la tutela del personale”.

Attiva modalità lettura

Fai il login e salva tra i preferiti questo post