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Kamut, un grano biologico davvero speciale

Nei negozi, sui giornali e su internet troviamo sempre più spesso il kamut come sostituto del grano, ma ancora in pochi sanno di cosa si tratta esattamente. Per prima cosa sottolineiamo che Kamut è un marchio registrato di qualità, di proprietà dell’azienda americana Kamut, fondata nel Montana da Bob Quinn, dottore in patologia vegetale e agricoltore biologico.

Il nome Kamut designa una particolare varietà, mai ibridata né incrociata, prodotta e garantita da agricoltura biologica dall’azienda statunitense, di grano della sottospecie Triticumturgidumssp. Turanicum. Fa parte della famiglia dei cereali e più precisamente si tratta di un grano di origine iraniana coltivato già dagli Egizi, che nasconde molte e importanti proprietà.

Il kamut è il cereale ideale per chi soffre di diabete e deve tenere sotto controllo il livello glicemico: basti pensare che nel grano normale l’indice glicemico è pari a 85, contro i 45 del kamut. Inoltre rispetto al grano normale contiene livelli maggiori di vitamina E, indispensabile per abbattere lo stress e contrastare l’azione dei radicali liberi.

Le stesse indicazioni non valgono però per chi è celiaco; il kamut, allo stesso modo del grano, contiene glutine e non può quindi essere consumato dalle persone intolleranti al glutine.

Il kamut contiene molti sali minerali, come zinco, magnesio e selenio, quest’ultimo molto importante per il suo potere antiossidante. A conferma delle buone proprietà nutrizionali, ogni 100 grammi di kamut abbiamo un apporto calorico pari a 335 calorie. Rispetto al grano comune il kamut ha però una quantità di fibre inferiore, quindi per chi soffre di stitichezza è importante integrare questo prezioso cereale con altri alimenti più ricchi di fibre.

Al momento l’unica pecca è l’elevato costo dei prodotti (pasta, dolci, pane, farine,…), dovuto ad una filiera produttiva lunghissima per noi europei. A ciò si aggiunge il monopolio della filiera stessa, che garantisce la qualità, ma fa aumentare i prezzi.