L’impasto crudo è meglio non assaggiarlo

L’impasto crudo è meglio non assaggiarlo

Preparare dolci in casa è una pratica molto comune, soprattutto nei periodi invernali, quando fuori piove e fa freddo e la miglior cosa è passare un po’ di tempo al calduccio dei fornelli per far felici i vostri bambini. Pratica altrettanto comune è quella di assaggiare l’impasto crudo, una tentazione cui anche i bambini non sanno proprio resistere. Ma sia la Food and Drug Administration Usa sia altre autorevoli fonti mediche consigliano vivamente di provare l’impasto crudo.

Quando si prepara la pasta frolla chi non mette il dito dentro o il cucchiaio per provare? Siamo certi che molte di voi l’avranno fatto. Ma fate attenzione perché può essere nocivo per la vostra salute. Già tempo fa la Food and Drug Administration Usa aveva lanciato l’allarme: “Vi sconsigliamo di mangiare qualsiasi miscela cruda e lo stesso vale per gli ingredienti non cotti, come la farina”.

Il motivo è presto detto. Le uova non  cotte e la farina prodotta utilizzando un grano non trattato e quindi non sterilizzato da batteri esterni, tra cui quelli provenienti dallo sterco animale, possono arrecare il batterio Escherichia Coli. La farina, infatti, potrebbe essere stata contaminata dalle feci degli animali. Ci sono stati inoltre dei rari casi di salmonellosi in Nuova Zelanda collegati proprio al consumo di farina non cotta.

In più viene consigliato di lavarsi sempre le mani prima e dopo la cottura degli alimenti (la prudenza non è mai troppa) e di non mangiare assolutamente l’impasto crudo poiché contiene batteri dannosi per l’organismo.

Come riporta l’Ansa alcuni studiosi hanno analizzato un’epidemia di Escherichia coli che tra il dicembre 2015 e l’estate 2016 che ha colpito 56 persone in 24 stati americani, portando anche a un richiamo di diverse tonnellate di farina. Un quarto delle persone colpite ha richiesto cure ospedaliere ma fortunatamente tutti sono guariti. La causa era dovuta alla degustazione di un impasto di farina non cotto. Ma nessun problema per i prodotti finali in quanto le alte temperature annientano gli agenti patogeni.

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