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Mangiare in salute

Nuovo allarme Efsa, attenzione ai ftalati: sono pericolosi per il feto. Cosa dobbiamo eliminare dalla dieta

Un nuovo allarme Efsa ha messo sugli attenti tutte le donne in gravidanza. Gli ftalati, contaminanti ambientali, sarebbero molto dannosi per il feto. Andiamo a scoprire cosa sono e come evitarli.

ftalati, come evitarli quando si è in gravidanza ( foto di 2147792 da Pixabay)

Il periodo di gravidanza è uno dei momenti più belli per le donne. Preservare la salute del futuro bambino quindi diventa indispensabile per ogni mamma.

Con il recentissimo nuovo allarme Efsa però le cose si complicano: gli ultimi studi infatti hanno evidenziato come gli ftalati, contaminanti ambientali, siano estremamente dannosi per i feti.

Partiamo dal principio però, cosa sono gli ftalati? Si tratta di una famiglia di sostanze chimiche derivanti dal petrolio utilizzati industrialmente come solventi o plastificanti.

Essi contribuiscono a rendere l’involucro di ciò che compriamo più morbido e flessibile nel processo di plastificazione.

Ma in quali oggetti si trovano? E soprattutto in quali cibi? Andiamo a scoprirlo insieme.

Ftalati, nuovo allarme Efsa: come evitarli

Essendo utilizzatissimi si possono trovare in moltissime categorie di prodotti e purtroppo anche nei cibi. Non sarà facile evitarli ma con accurati consigli, potrete tenere il vostro bambino al riparo da questi agenti chimici.

Dai prodotti di bellezza, agli strumenti per la casa, dagli attrezzi di giardinaggio fino al cibo. Gli ftalati si insinuano praticamente ovunque.

smalti (foto di Bru-nO da Pixabay)

In quali oggetti troviamo gli ftalati

Negli oggetti in questione gli ftalati sono utilizzati principalmente con la funzione antri disgregazione per oggetti. Plastificandoli in questa maniera non dovrebbero dissolversi o rompersi.

Si trovano dunque in:

  • Smalti per unghie
  • profumi
  • creme
  • shampoo
  • vernici
  • adesivi
  • impugnature per attrezzi
  • contenitori per alimenti
  • pesticidi
  • borse
  • materiali per l’imballaggio

Evitare tutti questi oggetti sembra quasi impossibile ma per i prodotti come shampoo, creme o smalti si potrebbe guardare l’etichetta anteriore e scegliere quelli senza presenza di questi agenti chimici.

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In quali cibi si trovano gli ftalati

Rispetto a questo discorso, purtroppo nemmeno il cibo è escluso. In una ricerca condotta negli Stati Uniti negli ultimi anni, si è dimostrato come latte intero, panna e carne siano abbastanza ricchi di queste sostanze.

Spiegano i ricercatori, questo è stato possibile grazie all’uso estensivo di ftalati che hanno contaminato il suolo e dunque anche il mangime per gli animali.

Soprattutto poi vi è da evidenziare il problema delle confezioni di questi alimenti tutti prodotti con questi agenti chimici plastificanti.

Il consiglio principale che viene fornito è quello di evitare dunque di acquistare cibi confezionati e di premiare maggiormente quelli sfusi o in latta.

Inoltre sulle etichette, per i prodotti che non usano queste sostanze, vi dovrebbe esser scritto “senza ftalati” o anche “Pvc free“, a conferma del fatto che non siano presenti tali agenti chimici.

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L’allarme dell’Efsa

Gli studi effettuati hanno dimostrato che le mamme che avessero un livello anomalo di ftalati nel corpo, sarebbero state maggiormente a rischio di ipertensione e diabete gravidico, patologie dannosissime per il bambino.

Scrivono infatti gli studiosi dell’Efsa sul loro sito : “Queste sostanze, grazie alla loro attività di perturbatori endocrini, possono infatti alterare l’equilibrio ormonale materno durante la gravidanza, causando delle modificazioni delle funzioni ormonali deputate al corretto sviluppo del feto con conseguenze che vanno dall’interruzione della gravidanza, al parto pretermine, alla nascita di bambini con possibili deficit di sviluppo

gravidanza ( foto di Marjonhorn da Pixabay)

Evitare gli ftalati nel 2022 non è un’azione semplice. Tenere al futuro bambino neppure. Dunque ci vuole tanta attenzione e tanta concentrazione per non incappare in tutti gli agenti chimici super usati in fase di produzione.