Olio di palma: Ue alza i limiti di tolleranza

Olio di palma: Ue alza i limiti di tolleranza
LA PREPARAZIONE

Gli esperti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) hanno ridimensionato la pericolosità dell’olio di palma, portando la dose giornaliera tollerabile da 0,8 a 2 microgrammi per chilo di peso corporeo. Secondo recenti studi, i livelli di consumo di 3-MCPD tramite gli alimenti sono considerati privi di rischi per la maggior parte dei consumatori, ma esiste un potenziale problema di salute per i forti consumatori delle fasce di età più giovane. Nella peggiore delle ipotesi, i neonati nutriti solo con latte artificiale potrebbero lievemente superare il livello di sicurezza.

“La nuova valutazione dell’Efsa – spiega a Repubblica.it Antonello Paparella, docente di Microbiologia alimentare all’università degli Studi di Teramo – non modifica la posizione sulla pericolosità dei contaminanti di processo, presenti in quantità nettamente più elevata nell’olio di palma. Si conferma la valutazione di rischio sui contaminanti più pericolosi (Ge, glicidolesteri) mentre si riduce la dose giornaliera tollerabile per il contaminante 3-Mcpd. Solo per quest’ultimo contaminante, cambiano di conseguenza le fasce di popolazione più a rischio: non più un’ampia popolazione di giovani ma un lieve superamento della dose tollerabile nei bambini e soprattutto nei neonati alimentati soltanto con latte artificiale, dove è ancora comune la presenza di olio di palma e dunque il rischio di trovare contaminanti di processo”.

In ogni caso per le mamme in allerta le precauzioni ci sono: “Esistono già in commercio – conclude Paparella – formule di latte artificiale prive di olio di palma che si possono facilmente reperire, anche online, sia per i primissimi mesi di vita del piccolo sia per il proseguimento”.

La precedente valutazione Efsa non è cambiata invece per quanto riguarda i potenziali effetti cancerogeni e genotossici di altri contaminanti, quali i glicidil esteri degli acidi grassi (Ge). Sulla scorta di quel parere la Commissione europea ha avviato una procedura legislativa per ridurre i livelli di Ge in oli vegetali e alimenti. Nel parere del 2016 Efsa aveva ravvisato nell’olio di palma raffinato livelli di tutti i contaminanti esaminati da 6 a 10 volte superiori rispetto agli altri oli vegetali.

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