Scoperta importante per ridurre il rischio di degenerazione maculare

Scoperta importante per ridurre il rischio di degenerazione maculare

Mangiare dalle 2 alle 4 uova a settimana potrebbe prevenire la maculopatia, una malattia degli occhi che colpisce molte persone anziane. Il segreto delle uova è che sono una fonte naturale di due antiossidanti fondamentali per la salute retinica, luteina e zeaxantina.

Secondo uno studio apparso sulla rivista Clinical Nutrition un regolare consumo di uova è associato a una riduzione del rischio di questa malattia che colpisce il centro della retina e può portare a ipovisione e cecità: per chi mangia 2-4 uova a settimana il rischio, rispetto a chi consuma meno di un uovo a settimana, è praticamente dimezzato.

I ricercatori hanno analizzato il consumo di uova e i modelli di degenerazione maculare di oltre 2.000 partecipanti di età superiore ai 49 anni nel Blue Mountains Eye Study. “Un altro messaggio veramente importante che è emerso dallo studio è il consumo di 2-4 uova è stato anche associato a circa il 62% di rischio ridotto di sviluppare forma umida o neovascolare di degenerazione maculare e questa è la forma di AMD associata ad improvvisa e rapida perdita della vista”, ha detto il professore associato Bamini Gopinath, un epidemiologo del Westmead Institute for Medical Research.

Patricia Fellows, 83 anni, ha raccontato che mangia regolarmente le uova ed è felice dei risultati dopo la diagnosi di degenerazione maculare negli anni settanta. “Mangio un uovo ogni giorno, questa è una buona notizia per me”. Westmead Institute for Medical Research sta reclutando pazienti per un altro studio che esamina le abitudini alimentari dei pazienti affetti da AMD e li aiuterà a fare cambiamenti.

Gli esperti non solo hanno visto che un consumo di 2-4 uova a settimana quasi dimezza il rischio di ammalarsi rispetto a un consumo di meno di un uovo ogni 7 giorni; ma anche che, per chi soffre già di maculopatia, mangiare 5-6 uova/settimana si associa a un rischio ridotto del 54% e del 65% rispettivamente di progressione della malattia in fase avanzata.

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