Spyce, lo chef robot che sostituisce i cuochi in cucina

Spyce, lo chef robot che sostituisce i cuochi in cucina

In un futuro prossimo il ruolo di casalinga potrebbe essere spodestato dai robot, ma si prevede un grande e acceso dibattito qualora dovesse diventare realtà. A boston già lo è. Spyce, l’ultimo esperimento culinario sull’automazione, è un insieme di chef robot in grado di cucinare qualunque tipo di pietanza. I clienti infatti non dovranno fare altro che scegliere gli ingredienti del piatto che il robot inizierà a cucinarli.

Al posto dei classici cuochi in cucina ci sono dei mecha-wok, così come vengono chiamati, che utilizzano l’induzione magnetica per riscaldare il cibo e si sciacquano automaticamente dopo aver preparato ogni ordine. In realtà non sono ancora autonomi. Al loro fianco ci sono delle persone che preparano gli ingredienti e li tritano prima di metterli a disposizione dei macchinari. Il tutto sotto il controllo dello chef stellato Michelin Daniel Boulud, responsabile della cucina. Il co-fondatore è Brady Knight del locale.

I fondatori del ristorante automatizzato hanno sostituito chef umani con sette pentole automatiche che simultaneamente preparano i pasti in tre minuti o meno. “Una volta effettuato l’ordine, abbiamo un sistema di consegna degli ingredienti che li raccoglie dal frigorifero”, ha detto uno dei cofondatori Michael Farid. “Gli ingredienti sono suddivisi in porzioni corrette e poi consegnati a un wok robotizzato, dove vengono gettati a 450 gradi Fahrenheit. E una volta completato il processo, i wok si inclinano verso il basso e mettono il cibo in una ciotola. E poi sono pronti per essere guarniti e serviti. ”

Spyce si autodefinisce “il primo ristorante al mondo con una cucina robotica che cucina pasti complessi”, una distinzione che sembra fare riferimento ai robot che girano hamburger come “Flippy”, che ha fatto il suo mestiere in una cucina fast food della California  prima di essere temporaneamente sospeso perché non eseguiva il proprio compito abbastanza in fretta.

Mentre i pasti sono cucinati, il nome del cliente appare su un display elettronico sopra la loro wok, mostrando il loro ordine. Una volta terminato, getti d’acqua calda risciacquano l’interno dei wok prima che un’altra serie di ingredienti venga scaricata all’interno. Farid ha detto che hanno deciso di mettere gli chef robot a vista per rimuovere ogni mistero persistente. “Non volevamo creare una scatola nera che producesse un pasto”, ha detto Farid. “Volevamo che questa esperienza fosse eccitante”. Ma riuscirà questa invenzione ad attecchire anche in Italia? Noi amanti della buona cucina ne dubitiamo fortemente.

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