Un giorno di digiuno per vivere meglio e più a lungo

Un giorno di digiuno per vivere meglio e più a lungo

Digiunare un giorno fa bene alla salute? Secondo molti ricercatori la risposta è senz’altro affermativa. Nell’antichità gli uomini non erano solito fare la prima colazione, lo spuntino di metà mattina, il pranzo, la merenda pomeridiana e la cena, ma si mangiava poche volte a settimana, quando si era fortunati. Con la scoperta della luce artificiale e grazie ad altri fattori siamo arrivati a mangiare quattro o cinque volte al giorno.

Eppure il digiuno terapeutico è una pratica plurisecolare, che risale a Platone, Socrate, agli arabi e agli egiziano, che suggerivano il digiuno per combattere tutte le malattie. Anche la scienza moderna sembra concorde ed ha dimostrato come un digiuno settimanale di 16 ore predisponga gli uomini ad ammalarsi di meno e porta ad un minor rischio di contrarre malattie cardiache e tumorali.

Inoltre l’astensione dal cibo per 16 o massimo 24 ore genera nuovi neuroni nel cervello umano, le infiammazioni si riducono, il sistema immunitario si rafforza, le scorie vengono espulse dall’organismo. Il digiuno sembra faccia bene a chi soffre di diabete e a chi ha già problemi di cuore.

Il Dr. Paul Jaminet riguardo il digiuno afferma: “Il digiuno intermittente quotidiano aiuta ad “uccidere” molti patogeni (autofagia) e probabilmente aumenta la longevità e migliora la salute. Il digiuno è un modo efficace di migliorare l’immunità contro i patogeni intracellulari. Ma i digiuni dovrebbero essere brevi e non superare le 24 ore. E’ meglio digiunare spesso ma per poco.

In conclusione il digiuno di 16 ore sembra essere il più appropriato, perché oltre ad essere efficace e salutare, è facilmente realizzabile da chiunque, anche dalle persone più golose. Basti pensare che la popolazione dei Kitivan (Papua e Nuova Guinea), che è solita digiunare quotidianamente, è nota per la sua assenza di malattie. Ma il digiuno è consentito ad una sola condizione: al termine di questo non lasciatevi sopraffare dalla fame e non sentitevi in diritto di potervi concedere una grande abbuffata.

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