Addio Cesare Cucchi: è morto il patron della storica pasticceria milanese

Addio Cesare Cucchi: è morto il patron della storica pasticceria milanese

Cesare Cucchi, patron della celebre pasticceria Cucchi di Milano, è morto all’età di 85 anni nel capoluogo lombardo. La storica pasticceria di Corso Genova è stata fondata nel 1936 come caffè concerto da Luigi Cucchi e dalla moglie Vittorina a Milano.

La bottega ha ricevuto numerosi prestigiosi riconoscimenti: dal 2002 è Locale Storico d’Italia, dal 2013 Attività Storica della Regione Lombardia e dal 2015 Bottega Storica della città di Milano. Adesso l’attività passa alle due figlie, Vittoria e Laura, che rappresentano il presente e futuro dell’attività, ospitata nel quartiere Ticinese da più di ottant’anni. Il locale è da sempre un punto d’incontro per generazioni di intenditori, artisti, letterati e poeti, frequentato in passato da Giuseppe Ungaretti a Gabriele Salvatores.

La pagina Facebook del grande maestro, ricordato da tanti come una persona dall’animo nobile e dei bei tempi che furono, è stata subito inondata di messaggi: “Ho avuto la fortuna di conoscerlo, mi ha ospitata nella sua meravigliosa pasticceria , ma soprattutto ho avuto l’onore grandissimo di ascoltare la sua storia. Un vero uomo di altri tempi, un gentiluomo. Buon viaggio Signor Cesare”, scrive una cliente.

“Un grande signore che se ne va, simbolo della Milano che amo e che sta scomparendo. In questa era sciagurata in cui la gentilezza è quasi un caso fortuito lui aveva sempre una buona parola per tutti, chiamava i clienti abituali per nome e anche nelle giornate più meste e piovose sapere che lì trovavo il suo sorriso mi rassicurava e mi ricordava tanto il mio adorato nonno – scrive un altro frequentatore della Pasticceria Cucchi” -. Infaticabile lavoratore, in questi ultimi tempi soffriva a stare lontano dal suo mondo, dove era sempre inappuntabile e, a mia memoria, mai senza cravatta. Difficile pensare che non ci sia più, ma rimarrà per sempre nei nostri cuori. Un grande abbraccio a Laura e a tutti i suoi cari. Ciao Cesare, di nome e di fatto”.

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