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Perché il cappello da chef ha 100 pieghe? C’entrano le uova

Perchè il cappello da chef ha 100 pieghe? La storia della toque affonda le sue radici tra leggenda e verità, ma è davvero difficile ora riuscire a distinguere le due sfere. 

Il toque (all’italiana) o la toque (alla francese, effettivamente la sua lingua d’origine). Non c’è uniformità per quanto riguarda il genere dell’articolo che deve precedere il nome, figuriamoci se riusciamo a capire la vera storia che si nasconde dietro l’origine e l’affermazione del cappello da chef. Maschile o femminile, fatto sta che questo indumento è uno dei capi più caratteristici che uno chef possiede. O almeno possedeva, in quanto al giorno d’oggi il suo uso è caduto un po’ in disuso, sia nell’alta cucina che in quella più tradizionale e popolare. Usato o no è uno dei simboli della professione, tanto da essere diventato un vero e proprio capo d’abbigliamento di riconoscibilità immediata. Ma da cosa è nato? E perché ha 100 pieghe?

L’origine del toque, o cappello da chef

Leggenda narra che fu Enrico VII Tudor, re d’Inghilterra nella seconda metà del 1400, a imporre l’utilizzo di un copricapo ai suoi cuochi. Questo perché, durante un pasto, trovò un capello nel piatto e in preda all’ira fece tagliare la testa a chi aveva realizzato quella vivanda. Da quel momento, almeno alla corte del re, tutti coloro che lavoravano in cucina iniziarono a indossare un cappello, di modo che quell’incidente non si potesse pi ripetere. Una leggenda forse fin troppo lontana dalla realtà. Pare infatti che la toque da chef nacque in Francia a inizio ottocento grazie al cuoco Alfred Suzanne, il quale, però, amò soprannominarlo le couvre-chef. Nel corso dei decenni poi la toque ha assunto varie dimensioni e forme, da quella più cilindrica e alta a quella più “floscia” e bassa. Iconiche però sono le sue pieghe: si narra che ognuna di loro, 100 in totale, rappresenti un modo diverso di poter cuocere le uova. A simbolo, quindi, dell’esperienza e della conoscenza dello chef.