Castagno: da frutto dei poveri ad alimento prelibato sulle nostre tavole

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Castagno: da frutto dei poveri ad alimento prelibato sulle nostre tavole (Fonte foto: Pixabay)
Castagno: da frutto dei poveri ad alimento prelibato sulle nostre tavole (Fonte foto: Pixabay)

La storia del castagno: da frutto dei poveri del passato ad oggi elemento prelibato sulle nostre tavole, scopriamo di più in questo articolo

Castagno: da frutto dei poveri ad alimento prelibato sulle nostre tavole (Fonte foto: Pixabay)

Le sue origini risalgono a più di mille anni fa, ai tempi era il ‘frutto dei poveri’, il pane quotidiano per quelle popolazioni che non vivevano nell’agio. Oggi, nella stagione autunnale, le castagne la fanno da padrone sulle nostre tavole, e trovano impiego in cucina in svariati modi. Ma conoscete la loro storia? Sapevate che era un frutto a ‘rischio di estinzione’? Alla fine della seconda Guerra Mondiale, le popolazioni si spostano verso la città dove con minor fatica riescono ad approvviggionarsi il raccolto.  Questo spopolamento dei monti, provocò il conseguente abbandono di diverse colture tra le quali anche quella dei castagneti, che cominciarono a diventare sempre più rari. Agli inizi degli anni ’90 però, qualcosa cambia..

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Castagno: era il frutto dei poveri.. oggi qualcosa è cambiato

Negli anni ’90, i castagneti ebbero nuova vita, tuttavia la messa a coltura manuale richiedeva un certo sforzo fisico, soprattutto perché andavano rispettate regole e procedure precise; fu la Gran Contessa Matilde di Canossa a definire le prime regole utili alla messa a coltura del castagno, una di queste prevedeva che tra le piante dovesse esserci una distanza di almeno 10 metri. In effetti, aveva ragione, la produzione migliorò. Non si era soliti e ancora oggi non lo si è, potare i castagni; oggi i potatori provvedono a questa mansione con appositi strumenti, ma in ogni caso la ‘grande potatura’ viene effettuata ogni 6 o 7 anni. I castagni hanno bisogno di molte cure, lavori di pulitura: prima per effettuare questo genere di ‘restauro’ si utilizzava la ‘ferra’ una sorta di falce, oggi si provvede impiegando un rastrello. Con l’arrivo dell’autunno, castagni e marroni cominciano a cadere giù dagli alberi, ed ogni giorno è possibile quindi raccogliere questi prelibati frutti che vanno raccolti immediatamente, altrimenti lasciati li, in terra a contatto con il terreno umido, non saranno più un ottimo raccolto. A Marradi, patria del vero ‘Marron’ si è discusso in un dibattito sul pericolo dell’invasione del cosiddetto ‘cinipide del castagno’ un insetto che colpisce le piante  che insieme alla Vespa Cinese arrecando danni alla fruttificazione.

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