Ciliegie, l’inflazione fa schizzare il prezzo: ecco quanto costa un kilo

La siccità, la guerra in Ucraina ed altri fattori hanno fatto innalzare l’inflazione a livelli stratosferici: le ciliegie sono uno dei frutti maggiormente colpiti da questi aumenti di prezzo. Andiamo a scoprire insieme quanto costa un kilo di questo dolcissimo frutto.

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Le ciliegie (Canva)

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Affiancate da anguria e melone, le ciliegie sono con ogni probabilità uno dei frutti maggiormente amati dagli italiani durante il periodo estivo.

Data la loro forma, diversi anni fa venivano anche prese come gioco dai bambini rappresentando con esse degli orecchini.

È passato molto tempo da lì ed oggi le ciliegie rischiano di diventare un alimento solo per benestanti o ricchi. L’inflazione infatti sta salendo vertiginosamente a livelli eccessivi.

Questo sta portando ad un rialzo generale dei prezzi che stanno toccando vette mai conosciute: il frutto in questione è uno dei più colpiti. Andiamo a scoprire insieme quanto costa un kilo di esse.

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Ciliegie, l’inflazione fa schizzare il prezzo: quanto costa un kilo di esse

Che le ciliegie siano un frutto caro non è una scoperta odierna ma l’aumento di prezzo causato da siccità, guerra in Ucraina ed altri fattori sta facendo deragliare del tutto il treno della spesa quotidiana.

Nella città di Genova esse sono riuscite a toccare i 14 euro al kilogrammo ma c’è di peggio: alcuni rivenditori nella zona di Milano hanno esposto l’alimento prezzandolo sui 18 euro al kilo. 

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Aumento dei prezzi (Canva)

Le ciliegie non sono però l’unico alimento che hanno subito un fortissimo rincaro durante questi ultimi tempi. Ce ne sono molti altri e la curva di aumento non sembra arrestarsi.

Inflazione, gli alimenti che hanno subito i maggiori rincari

Al primo posto di questa classifica troviamo l’olio extravergine di oliva che ha innalzato il suo costo del 63,5%. Segue invece al secondo posto la farina con un incremento del 17,2%.

Sempre sul podio ma in terza posizione, il burro con aumento del 15,7% conquista la medaglia di bronzo.

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Panetto di burro (congerdesign da Pixabay)

Chiudono la classifica invece la pasta (14,1%), il pollo (12,2%) e il caffè in polvere (11%). La cosa più preoccupante però è che tali aumenti di prezzo non sembrano volersi placare.

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