Coca Cola, la decisione: non dirà addio alla plastica, ecco il…

Coca Cola, la decisione: non dirà addio alla plastica, ecco il motivo

LA PREPARAZIONE
di Marco

Coca Cola non dice addio alla plastica: i clienti preferiscono quelle bottiglie perché sono pratiche

Coca cola plastica
La coca cola non dice addio alla plastica

Quante volte, nell’ultimo periodo, abbiamo sentito parlare di plastica e di sostenibilità? L’emergenza scattata per il pianeta sembra preoccupare tutti. Tutti, tranne qualcuno. Qualcuno che porta un nome abbastanza importante: stiamo parlando di Coca Cola. A quanto pare, l’azienda non ha alcuna intenzione di dire addio alla plastica. Lo comunica Bea Perez (responsabile sostenibilità ambientale dell’azienda) in un’intervista rilasciata alla BBC in occasione del World Economic Forum che si tiene a Davos proprio nei prossimi giorni. Il mondo ha bisogno di un’economia sostenibile. Il pianeta è sul punto del collasso e l’emergenza diventa sempre più preoccupante, eppure, sembra proprio che non a tutti sia chiaro il concetto.

Coca Cola non dice addio alla plastica

Perez, inoltre, ha spiegato la decisione appena presa dall’azienda riguardo le bottiglie monouso in plastica, sia quelle da 33 centilitri sia quelle da 66 centilitri, specificando che sono tra le più apprezzate dal loro target. La gente le considera pratiche, convenienti. “Nel cambiare la forma di imbottigliamento, entrando nel sistema della plastica riciclata e innovativa, dobbiamo anche mostrare ai clienti quali sono le possibilità. Loro cambieranno insieme a noi”. Il colosso delle bibite fa sapere, dunque, che non rinuncerà del tutto alla plastica. Ricorrerà alla plastica riciclata, ecco.

I numeri, al momento, sono impressionanti. Coca Cola produce, secondo le stime, prodotti ed imballaggi in plastica a marchio per 3 milioni di tonnellate all’anno, qualcosa come circa 200mila bottiglie al minuto. Stando al rapporto dell’organizzazione ambientalista Break Free from Plastic, si tratterebbe del primo produttore al mondo di rifiuti in plastica, seguito da Nestlé e da Pepsi. Insomma, servirebbe un cambio di rotta abbastanza drastico per cambiare le cose ma, invece, pare che il momento non sia ancora arrivato.

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