Dieta Haub: 10 kg in 2 mesi con patatine, dolci e…

Dieta Haub: 10 kg in 2 mesi con patatine, dolci e fritture

La dieta Haub da diversi anni è diventata da diversi anni una dieta cult per gli americani e coloro che amano mangiare fritture. E’ un’alimentazione che permette di dimagrire mangiando il cosiddetto cibo spazzatura, come dolci, patatine fritte, cibi salati, hambrger, bibite gassate e persino gelati e altri cibi ricchi di grassi saturi. L’unico limite è calcolare le calorie che vengono ingerite durante ogni giornata che non dovranno mai essere superiori a 1800. Un compito abbastanza semplice se amate il McDonald’s, visto che su molte confezioni sono presenti gli indici di calorie per singola porzione.

Questa dieta sui generis è stata ideata dal nutrizionista americano Mark Haub, ha provato lui stesso questo regime alimentare ed è riuscito a dimagrire 12 kg in 10 settimane, compensando le carenze nutrizionali con integratori vitaminici. Viene spontaneo immaginare un innalzamento dei livelli di colesterolo e trigliceridi, ma non è così. Il colesterolo “cattivo” di Haub (LDL) è sceso del 20 per cento e il colesterolo “buono” o HDL è aumentato del 20 per cento. Si sono ridotti i livelli di trigliceridi del 39 per cento.

Haub, attaccato dai ricercatori di tutto il mondo e sommerso da una valanga di critiche, ha ribattuto: “Non sono orientato a dire che questa è una buona cosa da fare. Sono bloccato, e questa è la parte frustrante di questa ricerca, ossia che non posso dare una risposta concreta. Non ci sono abbastanza informazioni per farlo”. Durante le 10 settimane ha anche assunto una pillola multivitaminica e proteine ogni giorno e ha mangiato verdure, tipicamente una porzione di fagiolini verdi o 3-4 gambi di sedano.

Il ragionamento di Haub è molto pragmatico. Ci sono molte persone che non possono fare a meno del junk food per un motivo o per l’altro. A questo punto meglio limitare i danni contenendo le calorie ed evitare scompensi nutrizionali. “Una soluzione potrebbe essere dimensionare correttamente delle porzioni e moderare il consumo, piuttosto che imporre la rimozione totale. Penso solo che sia irrealistico aspettarsi che la gente abbandoni completamente questi alimenti per passare a verdure e frutta. Queste ultime possono essere sane, ma non è realistico che tutti possano cibarsene”.

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