Donne incinte, i vantaggi del mangiare noci nel primo trimestre

Donne incinte, i vantaggi del mangiare noci nel primo trimestre

di Ivana Tramontano

Le donne incinte che mangiano noci, mandorle o pinoli hanno più probabilità di avere un bambino intelligente.

Scienziati spagnoli hanno rilevato bambini più intelligenti se le madri hanno mangiato tre porzioni da 30g di noci a settimana nel primo trimestre, ottenendo risultati migliori in termini di funzioni cognitive, attenzione e test della memoria.

Le noci sono ricche di acido folico e acidi grassi essenziali, che si pensa si accumulino nel tessuto cerebrale responsabile della memoria e delle capacità di attenzione.

La ricerca condotta su 2.200 coppie madre-bambino è stata effettuata dall’Istituto di Barcellona per la salute globale (ISGlobal). Questo è il primo studio per esplorare i possibili benefici del mangiare noci durante la gravidanza per il neurosviluppo del bambino a lungo termine. Secondo gli studiosi iberici il cervello subisce una serie di processi complessi durante la gestazione e questo significa che la nutrizione materna è un fattore determinante nello sviluppo del cervello fetale e può avere effetti a lungo termine.

Non solo noci, ma anche mandorle, arachidi, pinoli e nocciole. “Pensiamo che gli effetti benefici osservati potrebbero essere dovuti al fatto che le noci forniscono alti livelli di acido folico e, in particolare, acidi grassi essenziali come omega-3 e omega-6. Questi componenti tendono ad accumularsi nel tessuto neurale, in particolare nelle aree frontali del cervello, che influenzano la memoria e le funzioni esecutive”, hanno sottolineato i ricercatori.

Per scoprire come mangiare noci durante la gravidanza influisce sullo sviluppo futuro di un bambino, i ricercatori hanno analizzato più di 2.200 coppie madre-figlio che vivono nelle Asturie, Guipuzcoa, Sabadell o Valencia.

Il neurosviluppo dei bambini è stato valutato attraverso diversi “test standard validati a livello internazionale” a 18 mesi, cinque anni e otto anni. L’autore dello studio, il dott. Jordi Júlvez, ricercatore presso ISGlobal, ha dichiarato: “Questa non è la prima volta che osserviamo effetti più marcati quando un’esposizione si verifica in una specifica fase della gravidanza. La letteratura scientifica ipotizza che il ritmo dello sviluppo fetale vari durante la gravidanza e ci sono periodi in cui lo sviluppo è particolarmente sensibile alla dieta materna”.

I ricercatori sottolineano che, essendo questo il primo studio per esplorare gli effetti delle noci sul neurosviluppo di un bambino, i risultati dovrebbero essere trattati con “cautela”.

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