Gli uomini che mangiano da soli sono più propensi all’obesità


Secondo uno studio dell’Università di Dongguk, in Corea del Sud, pubblicato su Obesity Research & Clinical Practice, gli uomini che mangiano da soli hanno un rischio maggiore del 45% di sviluppare l’obesità. Secondo gli esperti, “gli uomini che mangiano da soli sono più predisposti a sviluppare ipertensione e colesterolo alto”. Le conseguenze sono state riscontrate anche nelle donne, “ma nella popolazione maschile i dati sono a dir poco preoccupanti”.

La ricerca ha passato al vaglio oltre 7 mila adulti cui è stata chiesta la frequenza con la quale mangiano in solitaria. “Dalla ricerca è emersa una differenza sostanziale fra le persone single e quelle accoppiate o fra chi mangia spesso da solo per lavoro e chi no. Gli individui che consumano il pasto in solitudine tendono maggiormente ad avere abitudini alimentari sbagliate e di conseguenza possono essere soggetti a malattie”, hanno evidenziato gli scienziati, come riporta Tgcom24.

La ricerca ha anche portato l’attenzione sulle probabilità maschili di sviluppare malattie come la sindrome metabolica (circa il 64%). “Al contrario, le donne che mangiano da sole hanno solo il 29% di probabilità di svilupparla: questo perché la popolazione maschile è più soggetta a tale patologia”.

Secondo gli studiosi una corretta idratazione è fondamentale non solo quando si parla della corretta quantità di cibo da ingerire, “ma per preservare la salute generale dell’organismo”. Secondo un recente studio dell’Università del Michigan bere acqua prima dei pasti permette di sentire meno i morsi della fame e allo stesso tempo diminuisce il rischio di malattie.

Per prevenire il diabete è fondamentale anche il movimento. Giorgio Grassi, diabetologo presso la Città della Salute e della Scienza di Torino e membro dell’associazione Medici Diabetologi, sottolinea come l’attività fisica sia parte integrante della cura ancor prima dei farmaci. “Può aiutare non solo a prevenire la malattia ma a migliorarne il controllo perché una muscolatura attiva riduce l’insulino-resistenza”, ha dichiarato a ‘Repubblica’. “Inoltre migliora il controllo glicemico perché durante l’esercizio si consumano gli zuccheri. E poi ci sono gli effetti indiretti: oltre alla perdita di peso, la riduzione di colesterolo, trigliceridi e pressione arteriosa”.

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