L’olio di camelina per ridurre il colesterolo… e non solo


La camelina è una pianta annua della delle Brassicacee (stessa famiglia della rapa e della colza), alta fino a 1 m, con foglie lanceolate, fiori giallognoli. È pianta spontanea in Europa, Asia e Africa settentrionale; in Italia cresce di solito nei campi di lino o inselvatichita presso le coltivazioni. Conosciuta anche come “falso lino”, l’olio di camelina è ricco di acido alfa-linolenico, un acido grasso omega-3 a base vegetale.

E’ nell’olio di camelina, una pianta usata come biocombustibile, che è stato trovato l’elisir che permette di ridurre i livelli di colesterolo totale e di Ldl, il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Una ricerca dell’Università della Finlandia orientale ha analizzato le associazioni tra olio di camelina, pesce grasso e pesce magro con il metabolismo dei lipidi e del glucosio. In totale sono state coinvolte 79 persone con ridotta concentrazione di glucosio a digiuno e che avevano tra i 43 e i 72 anni. I ricercatori hanno scoperto che l’olio di camelina ha avuto un effetto positivo sui livelli di colesterolo nel sangue. Il suo contenuto di acidi grassi aumenta l’elasticità dei vasi sanguigni, impedendo lo sviluppo di aterosclerosi.

Inoltre l’olio di camelina rinforza le difese immunitarie del corpo (contiene vitamine  A, D, E, K, del gruppo B), aiuta a smaltire, tossine, scorie. Ha un effetto benefico sul sistema endocrino e nervoso, normalizza la pressione sanguigna, favorisce il corretto sviluppo del cervello, migliora il funzionamento del sistema visivo.

E’ un alleato per la salute della pelle. Le sostanze contenute nell’olio di camelina, proteggono la pelle dalle influenze negative, accelera la rigenerazione delle cellule. Questo olio è adatto per la produzione di maschere idratanti e nutrienti.  Rende morbida la pelle ed elastica, contrasta le irritazioni e la desquamazione, rallenta il cammino delle rughe e migliora il tono della cute.

 

 

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