La cannella amica della dieta: aiuta a bruciare grassi e zuccheri

La cannella amica della dieta: aiuta a bruciare grassi e zuccheri

La cannella è una piata curativa molto utilizzata in cucina, soprattutto per la realizzazione di dolci, ma anche di piatti salati. Sin dall’antichità era conosciuta per le proprietà afrodisiache e antinfiammatorie, ma questa spezia si rivela molto più utile del previsto.

Composta in gran parte di fibre, acqua, proteine e zuccheri, contiene vitamina A, del gruppo B, C, E, K e J. Una delle caratteristiche salienti di questa spezia è la sua proprietà antiossidante. La cannella infatti è uno degli alimenti con maggiori proprietà antiossidanti , capace di contrastare l’azione dei radicali liberi, frenare l’invecchiamento cellulare e prevenire malattie tumorali. Grazie alle sue proprietà sfiammanti, rappresenta un valido aiuto contro mal di gola e raffreddore, soprattutto se abbinato a zenzero e limone.

La cannella è un valido aiuto anche contro il diabete di tipo 2. Questa spezia riesce ad abbassare la glicemia grazie a un particolare polifenolo ed ha effetti ipotensivi. Inoltre, la cannella può risultare efficace nel favorire la digestione al termine di pasti non proprio leggeri, come quando si è esagerato con grassi e zuccheri.

In più è un’arma contro l’obesità. Secondo uno studio dello University of Michigan Life Sciences Institute, pubblicato sulla rivista Metabolism, infatti l’aldeide cinnamica migliora la salute metabolica, agendo direttamente sulle cellule di grasso, o adipociti, inducendoli a iniziare a ‘bruciare’ energia tramite un processo chiamato termogenesi.

“La cannella ha fatto parte delle nostre diete per migliaia di anni, e generalmente piace come spezia – spiega Jun Wu, autrice principale dello studio ad Ansa.it – quindi, se può aiutare a proteggere dall’obesità, può offrire un approccio alla salute metabolica a cui è più facile per i pazienti aderire”.

Questo non significa che la cannella può essere impiegata senza freni nella preparazione dei dolci. Secondo i ricercatori saranno necessari ulteriori studi per determinare il modo migliore per sfruttare i benefici metabolici senza effetti collaterali.

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