Pro e contro della dieta grano zero

Pro e contro della dieta grano zero

La dieta grano zero è un regime alimentare proveniente dagli Stati Uniti e che abolisce pasta, pane e farinacei. Stilata dal cardiologo William Davis si basa sull’assunto che la “pancetta da grano” è causa e sintomo di numerosi problemi.

Secondo il medico statunitense se si vuol dimagrire velocemente bisogna bandire dalle nostre tavole pasta e pane. Secondo Davis le cause del sovrappeso sono da ricercarsi nei processi di lavorazione del grano, che ne alterano la composizione originale. Da qui ne derivano diverse conseguenze negative per l’organismo, in particolar modo patologie all’apparato cardiocircolatorio e aumento di peso.

Causa principale di questa “dipendenza” da grano sarebbe dovuta ad una proteina chiamata gladina che si comporterebbe come un oppiaceo. Per dimagrire basterebbe eliminare o ridurre drasticamente i farinacei. Il risultato potrebbe essere sorprendente, secondo il dott. Davis, con una riduzione di peso anche di una decina di chili in pochi mesi.

Una dieta senza grano potrebbe causare delle carenze nutrizionali? Secondo il medico americano no, a patto di seguire una dieta bilanciata. Campo libero a pesce, uova, formaggi, verdura, frutta fresca, frutta secca e carne. Inoltre si consiglia un uso molto moderato di legumi e latticini. No a prodotti a base di grano, segale e alimenti ricchi di zuccheri raffinati.

Ma il dottor William Davis tiene a precisare che non è il grano in sé a far male al nostro organismo. Bensì il fatto che i processi di lavorazione del grano non sono più quelli di una volta. Infatti dopo aver mangiato un piatto di pasta è facile riscontrare un innalzamento del livello di insulina che contribuisce alla formazione di grasso addominale. In più il grano agevolerebbe l’invecchiamento della pelle e avrebbe sul cervello un effetto simile a quello degli oppiacei.

Il parere della nutrizionista

Secondo la biologa nutrizionista biologa Giulia Mecozzi “ogni volta che assumiamo un pasto prevalentemente a base di carboidrati, il nostro corpo risponde rilasciando serotonina, regalandoci così una sensazione di quiete e benessere – ha detto in un’intervista al Corriere della Sera -. Questo idillio viene rapidamente interrotto dall’abbassamento della glicemia, ottenuta dall’efficiente messa in circolo di insulina. Il rapido abbassamento degli zuccheri nel sangue è da sempre, partendo dal paleolitico fino ad oggi, una condizione di allarme, di instabilità, di forte disagio che spinge verso la ricerca compulsiva di altri carboidrati”.

Ma la dottoressa Mecozzi si dice contraria alla dieta grano zero. “Invece di ragionare in un’ottica di eliminazione sarebbe più sensato cambiare il nostro atteggiamento e orientarci verso il recupero di un rapporto armonioso con il cibo, facendo quindi a meno di atteggiamenti estremisti e di esclusione”. La miglior soluzione sarebbe “un regime alimentare di rotazione che prevede giorni di esclusione e giorni di reintroduzione”.

Attiva modalità lettura

Fai il login e salva tra i preferiti questo post