Il ragù di Cannavacciuolo ha un segreto stupefacente. Scopri di che si tratta

Il ragù perfetto? La ricetta d’autore e il segreto dello chef napoletano Antonino Cannavacciuolo. Ecco come si fa.

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Antonino Cannavacciuolo (foto Instagram da @antoninochef)

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Antonino Cannavacciuolo non ha certo bisogno di presentazioni; volto noto della televisione culinaria lo chef originario di Vico Equense è un personaggio molto amato.

La sua cucina rinomata è arrivata in tutta Italia ma, soprattutto, grazie ai programmi televisivi a cui prende parte è entrata nelle case di tutti gli appassionati di cucina che cercano di carpire i segreti dei grandi chef per portare in tavola piatti gourmet.

E a proposito di segreti, voi lo sapete qual è il segreto di Cannavacciuolo quando si parla di ragù?

Il segreto di Cannavacciuolo per preparare il ragù perfetto

Il ragù è uno dei tanti piatti simbolo della cucina napoletana, ma come si fa a prepararlo nel migliore dei modi? Vediamo il segreto del grande chef.

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Antonino Cannavacciuolo nella sua cucina (foto dell’account Instagram dello chef)

Gli ingredienti del ragù napoletano, anche se a prepararlo è uno chef stellato, sono semplici: carne tritata, passata di pomodoro se di San Marzano meglio, un po’ di vino rosso, l’alloro, ma anche il peperoncino, oltre che sale e pepe.

Insomma, si tratta di ingredienti di uso molto comune nella cucina italiana in generale, la nostra ricetta per il ragù napoletano però la trovate qui.

Detto questo, per quanto semplice possa sembrare per portare in tavola un ragù perfetto da accompagnare con un buon piatto di pasta o, come amano a Napoli, molto più semplicemente per fare la scarpetta con il pane, il ragù ha bisogno di un certo procedimento per diventare buono in maniera irresistibile.

Cannavacciuolo ha condiviso il suo di segreto per un ragù perfetto e quello sì, è davvero molto facile da applicare.

E, quindi, secondo lo chef campano il sugo per essere davvero buono deve pippiare a lungo.

ragù napoletano ricetta perfetta
Piatto di cotto con ragù napoletano (foto da Pixabay di RitaE)

Pippiare è un termine che per i campani non ha un significato, ma un profumo ed è quello del sugo della domenica, appunto, quando si va a mangiare a casa della nonna.

Questo verbo vuol riassumere il fatto che il ragù per venire bene deve cuocere e sobbollire (il pippiare è un’onomatopea che ricorda lo schiocco delle bolle quando il sugo cuoce, ndr) lentamente per molte e molte ore. Secondo Cannavacciuolo il ragù dovrebbe, quindi, pippiare per almeno 6-7 ore ed è veramente pronto quando la salsa diventa densa e scura.