Semi di anguria, perchè non bisogna scartarli

Semi di anguria, perchè non bisogna scartarli

Arriva l’estate e tra i frutti più in voga c’è sicuramente l’anguria per il suo sapore rinfrescante e per la stagionalità di un frutto ricchissimo di acqua e non solo. Ma in molti forse non sanno che i semi che solitamente gettiamo (o sputiamo) possono rivelarsi molto utili per la salute del nostro organismo.

Se non avete la pazienza di scartarli guardate al lato positivo: mangiare i semi di anguria fa bene alla salute, ma se evitate di mangiare la scorza nera potrete mangiarne anche in abbondanza. Infatti sono molto ricchi di fibre, antiossidanti e proteine: un etto di piccoli semi ha circa 35 grammi di proteine (più della stessa quantità di carne). I semini sono inoltre ricchi di grassi poli-insaturi, utili per tenere a bada i tassi di colesterolo cattivo, il rischio cardiovascolare e l’iperattivazione del sistema immunitario.

I semi di anguria tostati sono ricchi di ferro: una tazza di semi fornisce il 44% della dose giornaliera consigliata. Inoltre sono molto ricchi di magnesio, 100 grammi di semi d’ anguria forniscono circa il 139% del fabbisogno giornaliero. Il magnesio è responsabile del buon funzionamento del cuore, favorisce la normalizzazione della pressione sanguigna, regola il metabolismo dei carboidrati e il livello di zuccheri nel sangue.

I semi dell’anguria infatti sono utili per la digestione e per mantenere sana e in equilibri la flora batterica intestinale.  Ma con i semi del cocomero è anche possibile realizzare un delizioso tè: procuratevi quattro cucchiaini di semini macinati e metteteli in due litri di acqua che lascerete riscaldare a fuoco lento per quasi un quarto d’ora. Se preferite potete consumare insieme a qualche cubetto di ghiaccio.

Possiamo anche preparare un bel frullato usando esclusivamente i semi: prendete una manciata di semi e spargiamoli su una teglia/pirofila. Scaldiamoli in forno fino a quando non inizia a spargersi nell’aria un dolce e quando sono completamente asciutti maciniamoli finché non siano ridotti in polvere e mescolateli con il latte caldo o freddo.

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