Acrilammide nei cibi, perchè fa così male per la salute? Attenzione al “bruciato”

Perché l’acrilammide fa così male per la salute? Ecco tutti i motivi per cui è meglio evitare il cibo “bruciato” e i cibi pericolosi.

Acrilammide nei cibi fa male
Patatine fritte, uno dei cibi ad alto rischio (Foto di matthiasboeckel Pixabay)

I fritti e i cibi croccanti e ben cotti possono essere invitanti e buoni, ma bisogna fare molta attenzione a non esagerare con la cottura. Infatti, gli alimenti  “bruciati” possono essere altamente nocivi, a causa di una sostanza che si sviluppa proprio durante la cottura ad alte temperature: l’acrilammide.

Questa sostanza si forma naturalmente in alimenti come patate, caffè, pane, pizza e biscotti quando la temperatura supera 170 gradi, quindi durante la frittura o la cottura in forno o alla griglia.

Ma cos’è l’acrilammide e perché è pericolosa? E quali sono i consigli per una cottura sicura degli alimenti? Vediamo insieme alcune regole per evitare questa sostanza.

Acrilammide, cos’è e i cibi rischiosi

L’acrilammide è un composto chimico potenzialmente cancerogeno, che si forma negli alimenti sottoposti ad alte temperature, in particolare negli amidacei. Dopo numerosi studi, è stato evidenziato come questa sostanza sia altamente pericolosa, perchè provocherebbe mutazioni del nostro DNA aumentando il rischio di tumore.

Acrilammide nei cibi fa male
E’ importante controllare la temperatura (Foto di nikitozawr Pixabay)

I cibi più principalmente responsabili dell’assunzione alimentare di acrilammide sono i prodotti fritti in generale, in particolare le patate, i dolci e gli snack in generale, e più colpiti secondo questi studi, sarebbero proprio i bambini, grandi consumatori di questi alimenti.

Per evitare questa sostanza nociva quindi, sarebbe bene evitare in casa e al ristorante, alimenti troppo bruciati, soprattutto se non si usano le precauzioni giuste per una cottura adeguata.

Consigli per evitare l’acrilammide

Per evitare che si formi in cottura questa sostanza per prima cosa dobbiamo evitare temperature troppo elevate. Per questo è consigliato usare durante la frittura oli come l’olio di oliva o di girasole, che hanno un punto di fumo più alto evitando così il rilascio di sostanze nocive.

Un buon consiglio per cuocere le patatine fritte, è quello di immergerle nell’acqua e poi asciugarle prima di friggerle, per far disperdere gli amidi in acqua, e comunque mai superare i 170 gradi.

Per quanto riguarda la cottura di carne o pesce in padella, scaldiamo prima quest’ultima e mettiamo la carne o il pesce e solo dopo l’olio, evitando così che l’olio raggiunga subito il punto di fumo.

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Acrilammide nei cibi fa male
Per le fritture, preferiamo olio di oliva (Foto di timokefoto Pixabay)

In ogni caso ricordiamoci sempre di fare attenzione in casa e cuocere tutti gli alimenti fino alla doratura, e mai fino a renderli marroni e bruni, in modo da evitare la formazione di questa sostanza altamente pericolosa e nociva per il nostro organismo.