Colon irritabile: cause, sintomi e rimedi

Colon irritabile: cause, sintomi e rimedi

La sindrome del colon irritabile è un disturbo che provoca crampi, dolore addominale, nausea, costipazione e diarrea, ma non provoca danni permanenti all’intestino né malattie gravi. I sintomi possono essere tenuti a bada attraverso un’alimentazione corretta, imparando a gestire meglio lo stress e, nei casi più gravi, assumendo appositi farmaci.

Cominciamo a vedere quali sono i cibi che irritano il colon: i fermentabili, gli oligosaccaridi, i disaccaridi, i monosaccaridi e i polioli riassunti nell’acronimo di Fodmap. Gli alimenti da mettere da parte sono soprattutto zuccheri fermentabili, cioè quelli contenuti nel grano, nel latte e nella frutta. Vanno limitati o banditi quindi alimenti come cous-cous, segale, grano, latticini, legumi, verdure a foglia larga, cipolle, bibite gassate, caffè e alcolici, mentre sono consentiti avena, frutta secca, riso e frutti acidi come gli agrumi.

Per chi soffre di colon irritabile i migliori consigli sono: adottare una dieta consigliata da un medico, mangiare ad orari regolari e senza fretta, evacuare sempre alla stessa ora, praticare una moderata ma costante attività fisica, evitare l’uso eccessivo di farmaci (soprattutto lassativi), evitare alcolici e cibi troppo speziati, bere da sei a otto bicchieri di acqua naturale è importante, soprattutto se si ha la diarrea, evitare di masticare chewing-gum e mangiare troppo in fretta.

Cosa conviene invece mangiare in caso di sindrome del colon irritabile? Fabio Di Todaro su ‘La Stampa’ scrive: “Gli alimenti a basso contenuto di FODMAP sono diversi, ragion per cui la dieta di questi pazienti può essere rimodulata senza eccessive preclusioni. Nessun problema con la frutta secca (mandorle e semi di zucca), mentre come frutta meglio prediligere gli agrumi, l’uva, il melone e la banana. Verdure: zucchine, pomodori, lattuga, cetrioli, carote, fagiolini. E poi carne, pesce, formaggi a pasta dura e prodotti caseari privi di lattosio. Come «base» ok ad avena, riso e quinoa”.

 

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