Coronavirus, in Campania torna la pizza a domicilio: come si procederà

Coronavirus, in Campania torna la pizza a domicilio: come si procederà

LA PREPARAZIONE
di Marco

Coronavirus, dalla settimana prossima torna la pizza a domicilio: come opereranno per salvaguardare la salute dei clienti?

pizza asporto Napoli
A Napoli torna la pizza da asporto

Coronavirus, con l’emergenza si è fermato tutto. Le misure restrittive hanno tolto la libertà ai cittadini. La normalità che spesso, qualcuno, disprezzava anche. Adesso, però, con tanta fiducia ed una buona dose di cautela, le cose potranno tornare al proprio posto. E in Campania si riparte dal delivery, le consegne a domicilio. C’è il sì della Regione, il sì di Vincenzo De Luca che fino ad ora (giustamente) è stato molto rigido nelle decisioni da prendere per i suoi cittadini. Torna la pizza, quella nel cartone che quando si apre sprigiona un profumo ineguagliabile. Ma come sarà regolamentato il servizio?

Coronavirus, torna la pizza a domicilio Campania: come sarà regolamentato il servizio?

Come detto, quindi, dalla settimana prossima sarà possibile ordinare cibo da asporto e questo sarà consentito per la ridotta capacità di diffusione del virus. E’ chiaro che gli addetti alle consegne dovranno rispettare ogni norma nel senso più stretto. Guanti e mascherine saranno obbligatori, infatti, per tutelare la salute del cliente. E’ un passo in avanti. Un passo enorme. Nei giorni scorsi, diversi imprenditori napoletani, come Gino Sorbillo, hanno indirizzato parole di aiuto nei confronti del Governatore De Luca. L’economia, in un modo o nell’altro, può tornare a girare. Basta un po’ di attenzione in più rispetto al passato. Alcune pizzerie ed altri locali che consegnano cibo da asporto potranno far riprendere il lavoro e siamo sicuri che saranno in tantissime le prenotazioni di chi aspetta con ansia la bontà della pizza appena sfornata. Era doveroso ascoltare la voce di imprenditori che portano in alto il nome della città di Napoli in ogni contesto ed in ogni situazione. Sono già tante le difficoltà da affrontare in questo periodo e ridare il lavoro alle persone significa anche restituirgli la dignità e la normalità.

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