Grassi in tavola, aumenta il rischio di tumore al colon

Grassi in tavola, aumenta il rischio di tumore al colon

Un’alimentazione ricca di grassi causa un maggior rischio di tumori, soprattutto al colon, poiché l’alto contenuto di grassi spinge le cellule staminali presenti a livello dell’intestino ad assumere caratteristiche cancerogene. L’unico modo per prevenire il tumore al colon resta quello di una dieta quanto più basata su verdure e frutta, seguire uno stile di vita sano e non sedentario ed evitare l’abuso di bibite gassate.

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Nell’Europa occidentale il cancro al colon è una delle neoplasie maggiormente diffuse, spesso causato da una scorretta alimentazione: in Italia ogni anno si ammalano 50 mila nuove persone. A finire sotto la lente d’ingrandimento però non sono solo le carni rosse e gli insaccati, ma anche i farinacei, gli zuccheri raffinati e il fumo.

In una ricerca apparsa su ‘Nature’ il professor David Sabatini ha fatto sapere che “una delle condizioni che maggiormente predispone all’insorgenza del cancro del colon è l’eccessivo consumo di grassi e la conseguente obesità. Partendo da questa relazione abbiamo voluto indagare a livello molecolare le ragioni del fenomeno”. In base alla ricerca scientifica una dieta ricca di grassi aumenta enormemente il numero di cellule staminali che possono accumulare mutazioni

“I risultati ottenuti confermano che una dieta ricca di grassi predispone al cancro del colon – ha aggiunto il professor Sabatini come riportato sul sito Fondazioneveronesi.it -. Ciò avviene sia perché aumenta il numero di staminali che possono accumulare mutazioni sia perché altre cellule acquistano capacità di staminali. Fattore comune in entrambi i casi è la capacità di queste nell’utilizzare il grasso – a differenza dello zucchero – per accrescersi e moltiplicarsi”.

Gli scienziati ricordano che prima di tutto è importante ridurre il rischio, limitando l’assunzione di grassi saturi di origine animale come quelli contenuti nella carne rossa, ma anche tenendo sotto controllo altri fattori di rischio come le malattie infiammatorie intestinali, il diabete di tipo 2 e la familiarità.

 

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