Tartufo nero: proprietà e benefici


Il tartufo è un fungo a crescita sotterranea appartenente al genere Tuber. I tartufi crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, in particolare querce e lecci, con i quali stabiliscono un rapporto simbiotico detto “micorriza”. Il tartufo è un alimento assai pregiato e ricercato, oltre che molto costoso. Il tipico profumo penetrante e persistente si sviluppa solo a maturazione avvenuta e ha lo scopo di attirare gli animali selvatici (maiale, cinghiale, tasso, ghiro, volpe), nonostante la copertura di terra, per spargere le spore contenute e perpetuare la specie.

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Il tartufo ha una forma globosa irregolare, con pezzature che possono variare dalle dimensioni di un pisello e quella di un’arancia. La crescita dei tartufi dipende da fattori stagionali, oltre che ambientali e, in certe annate di scarsa produzione, un chilo di tartufi può costare anche 4.500 euro al chilo.

Il tartufo nero è molto più comune rispetto al tartufo bianco e si trova soprattutto nelle zone dell’Umbria e del Molise, oltre che in Campania (Irpinia e Sannio), Calabria, Basilicata e Sicilia.

Utilizzato in tavola per insaporire piatti il tartufo nero ha anche numerose proprietà benefiche: è ricchissimo di antiossidanti, che aiutano a combattere i radicali liberi e quindi il nascere di malattie pericolose come i tumori e rallenta l’invecchiamento cellulare. Inoltre al tartufo vengono attribuite proprietà afrodisiache, sebbene non sia stato testato scientificamente, e in più facilita la digestione e apporta una grande quantità di minerali al nostro organismo. Complessivamente 100 grammi di tartufo forniscono 31 calorie.

Il tartufo è però sconsigliato a coloro che soffrono di renella e di problemi al fegato in quanto il consumo frequente di questo fungo potrebbe appesantire fegato e reni. Ma è pur vero che un uso quotidiano di tartufo è quasi impossibile, a meno che non siete dei ricercatori

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