Innovazione e intraprendenza: in cosa consiste il delivery 2.0 dello chef…

Innovazione e intraprendenza: in cosa consiste il delivery 2.0 dello chef Andrea Berton

LA PREPARAZIONE
di Alessandro Creta

In un’intervista lo chef Andrea Berton ci spiega quella che sarà la sua nuova forma di servizio delivery che coinvolgerà il suo rinomato ristorante milanese.

Lo chef Andrea Berton

In una fase in cui praticamente tutti i ristoratori stanno pensando alle iniziative per la ripartenza, Andrea Berton (chef dell’omonimo ristorante 1 stella Michelin di Milano), è stato tra i primi a muoversi in ottica riapertura. Per quando la situazione si sarà, per quanto possibile, normalizzata e la gente potrà tornare a mangiare nei ristoranti, lo chef Berton (che fu anche allievo del grande Gualtiero Marchesi) ha promosso una proposta per invitare i clienti a godersi un’esperienza gourmet nel suo locale. 

Andrea Berton e il suo nuovo delivery

Un voucher, o bond (disponibile sul sito internet), che permette all’acquirente una cena (o un pranzo) per due persone al prezzo di una. 150€ per due menù degustazione da 7 portate ognuno (e un calice di benvenuto) da poter consumare nelle sale del ristorante Berton. Un’idea valida sotto un aspetto prettamente gastronomico che, ovviamente, imprenditoriale; nata per far tornare le persone a vivere “esperienze gastronomiche” di grande livello che per ammortizzare i costi di un ristorante.

Ho cercato di stare sempre attivo per quanto riguarda le mie attività” ci dice lo chef, intervistato pochi giorni fa, “quindi l’idea di aver, per primo, creato questo restaurant bond ne è la dimostrazione. Era giusto ripagare i clienti della fiducia dimostrata nel corso degli anni”.

Andrea Berton poi ci spiega più nello specifico la sua iniziativa: “Si tratta di una formula un po’ diversa: acquisti oggi per uno e mangi domani per due. È un’iniziativa nata e lanciata a metà marzo e ci sta dando risultati molto importanti, viene  percepita in maniera molto positiva, ed è segno di grande fiducia da parte loro nei nostri confronti. Questo è grande motivo di soddisfazione per me e i ragazzi dello staff, e uno stimolo a fare ancora meglio”.

Una sfida, quella alla quale l’attuale emergenza ha messo di fronte a Berton (e come lui a tutti i suoi colleghi), alla quale lo chef di origine friulana ha voluto rispondere anche in un altro modo; in una personale forma di servizio delivery che, ci rivela, “partirà nella seconda metà di maggio, perché stiamo aspettando la realizzazione di box ideati ad hoc”.

Proporremo dei box lunch and dinner nei quali i clienti troveranno 4 pietanze fredde, che non hanno bisogno di essere scaldate, e che si possono mangiare direttamente nei contenitori in quanto è tutto già pronto. Credo che sia l’unica forma di delivery che può fare un ristorante come il mio: qualcosa di originale. Sono 4 menù a scelta con ogni box all’interno 4 pietanze fredde.” Un esempio di quello che si potrà consumare? “Tra le proposte ci sarà il salmone marinato all’orzo con insalata di sedano croccante” rivela lo chef.

Per chiudere la nostra chiacchierata, poi, Berton ci dice quale per lui potrà essere uno dei punti sui quali basare la “ripartenza” della ristorazione. Oltre alla messa in piena sicurezza di locali e staff lo chef esprime la sua opinione: “Bisogna ripartire dalla valorizzazione del made in Italy, perché abbiamo un territorio ricco di prodotti e ogni zona d’Italia può dare grandi materie prime e ingredienti. Questo porta a far girare al massimo l’economia nel nostro Paese, e sicuramente è un aspetto da tenere in considerazione.

Foto di copertina: interni del ristorante Berton
Crediti: Marco Scarpa

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